IN CARELLONE



UNA FAMIGLIA
Un film di Sebastiano Riso.
Con Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel, Pippo Delbono, Fortunato Cerlino, Marco Leonardi.
Drammatico, durata 119 min. - Italia, Francia 2017.

Roma, oggi. A un primo sguardo Vincent, cinquantenne francese che delle sue origini ha mantenuto soltanto l'accento, e Maria, di una quindicina di anni più giovane, sembrano una coppia simile a tante altre. Quando prendono il metrò, si siedono vicini, abbracciati. Quando tornano a casa, fanno l'amore con passione, legati a doppio filo da un'attrazione reciproca che di solito caratterizza gli esordi di una storia d'amore e non i rapporti consolidati come il loro. In una quotidianità vissuta prevalentemente al riparo delle mura di casa, anche la presenza di persone esterne sembra non soltanto superflua, ma persino evitata, come se entrambi bastassero all'altro e il resto del mondo non avesse importanza o, addirittura, non esistesse. Eppure, a uno sguardo più attento, è difficile non notare piccoli segni di inquietudine che provengono dalla metà femminile di questa coppia all'apparenza così unita. Maria è troppo vulnerabile (e troppo innamorata) per affermare il proprio malessere. E i suoi tentativi di ribellione, più che indicare una reale volontà di allontanamento dal compagno, assomigliano a richieste d'aiuto quasi disperate rivolte al suo "Vincenzo", e da lui puntualmente ignorate. Quello che Vincent non sembra capire è che Maria non sta mettendo in discussione il loro rapporto, ma il progetto di vita che finora hanno portato avanti insieme e che, di quell'isolamento dal mondo, è stato ed è tuttora il vero e unico motivo: un progetto spaventoso e segreto che Maria non ha più intenzione di far convivere con il suo amore.




Una scritta all'inizio avverte che la trama di Una famiglia, sceneggiata da Riso insieme a Andrea Cedrola e Stefano Grasso, è "ispirata a storie vere", ma la lettura del film ha luogo su due piani divergenti: quello realistico e quello metaforico.



CORNICHE KENNEDY
Regia di Dominique Cabrera.
Un film con Lola Creton, Kamel Kadri, Aïssa Maïga, Moussa Maaskri, Cyril Brunet, Hamza Baggour.
Genere Drammatico - Francia, 2016, durata 94 minuti.
Marsiglia. Corniche Kennedy, un tratto di strada che da un lato ha scogliere a strapiombo sul mare e dall'altro ville di famiglia benestanti. Ad una di queste appartiene Suzanne, una liceale prossima all'esame di maturità, che osserva e riprende con il cellulare le imprese di un gruppo di ragazzi di origine mediorientale che, sfidando i divieti, si tuffano dalla scogliera. Non appena possibile cercherà di unirsi a loro.



Dominique Cabrera è una regista che merita rispetto per la passione che ha mostrato in tutte le sue opere.

Bisogna darle credito quando afferma che la scoperta del romanzo omonimo di Maylis de Kerangal le ha offerto l'opportunità di poter finalmente girare in una città che ama: Marsiglia. Ciò che però funziona sul piano letterario non sempre si adatta, per ritmi e respiri, alla trasposizione in immagini e qui sembra risiedere il problema di una sceneggiatura a quattro mani a cui ha partecipato anche la scrittrice. Perché finché si tratta di mostrare i tuffi spericolati al limite del suicidio e il desiderio di far parte di un microcosmo completamente diverso da quello di appartenenza, Cabrera aderisce alla vitalità degli adolescenti con uno sguardo complice. Gli attori sono quasi tutti presi tra i frequentatori dei tuffi dalla Corniche e si muovono a loro agio tra cielo, pietra e mare. Quello che invece lascia più riserve è il piano di narrazione che si sovrappone a questa dimensione solare, che comprende la nascita di un sentimento a tre, che invece si esplica in un pedinamento da parte della polizia per giungere a un trafficante di droga per il quale uno dei ragazzi fa l'autista.


UNA VITA
Regia di Stéphane Brizé.
Un film con Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Yolande Moreau, Swann Arlaud, Nina Meurisse.
Genere Drammatico - Francia, Belgio, 2016, durata 119 minuti.
Normandia, 1819. Jeanne è una giovane donna che sboccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, un nobile locale decaduto che si rivela presto un adultero incorreggibile. Dopo aver sedotto e ingravidato Rosalie, la domestica al servizio dei baroni, Julien chiede perdono a Jeanne e lo ottiene, rientrando in seno alla famiglia e diventando padre di Paul. Ma all'orizzonte si prepara un'altra tempesta che travolgerà ogni bene, materiale e affettivo, affondando Jeanne nei ricordi di una vita.



Con Une vie, adattamento del primo romanzo di Guy de Maupassant, Stéphane Brizé pone ancora una volta lo sguardo sulla tragedia dell'ordinario.

Incollato ai personaggi, l'autore francese esalta il valore dei suoi attori di cui sollecita apertamente le emozioni in un flusso continuo di immagini. Ai lunghi piani sequenza che accompagnano il calvario di Lindon, subentra un formato 4:3 che riduce il mondo fuori e costringe la protagonista fino ad asfissiarla. Luogo di composizione che ingloba il mondo in pochi brani lirico-bucolici, che aprono sulla campagna e respirano sul mare, il taglio dell'immagine incide profondamente sull'espressività del soggetto. Per il suo dramma sul matrimonio, l'aristocrazia, la psicologia di una donna, la bellezza dei paesaggi, il realismo relativistico, Brizé predilige una proporzione che esaspera i rapporti di forza al centro del film, saturando il quadro del meglio e del peggio della vita, dell'amore e del suo disfacimento e mettendo lo spettatore vis-à-vis con i protagonisti, con la nobiltà o la mediocrità del loro ritratto.


GIO 21 - ORE 21.00
SAB 23 - ORE 21.00
DOM 24 - ORE 16.00 / 21.00

UN PROFILO PER DUE
Un film di Stéphane Robelin.
Con Pierre Richard, Yaniss Lespert, Fanny Valette, Stéphanie Crayencour, Stéphane Bissot.
Commedia, durata 100 min. - Francia, Belgio, Germania 2017.

Pierre è vedovo e anziano. Si è praticamente chiuso in casa da tempo, ancorato al ricordo dell'amata moglie e con una figlia che lo va a trovare e si occupa di lui. La donna gli regala un computer che non usa più e gli manda Alex, l'attuale compagno della figlia, per insegnargli i primi rudimenti di informatica pratica. Pierre impara così a navigare in rete e conosce Flora, una donna giovane e bella, che attrae con il suo romanticismo. Quando arriva però il momento dell'incontro comprende che non può essere lui a presentarsi e chiede ad Alex di andarci al suo posto.



Stéphane Robelin, alla sua terza prova nel lungometraggio, conferma l'impossibilità di costringere all'interno di un genere i suoi film.

Questo non è certo un difetto (anche se crea qualche difficoltà nel posizionare le sue opere sul mercato). La fonte di ispirazione iniziale è chiara e dichiarata: Pierre con la sua Flora corrisponde alla versione on line di Cyrano con Rossana. Non ha un naso lungo ma lunghi sono gli anni che ha vissuto e che non sente come compatibili con la giovane età e la bellezza della donna che non conosce il suo aspetto (perché glielo ha tenuto celato). Il contesto è quindi definito ma gli si aggiunge un novello Cristiano nei panni di Akex, un aspirante sceneggiatore disoccupato che si lascia vivere e che deve confrontarsi a distanza con il ricordo dell'ex della ragazza con cui vive in casa della madre.

È la malinconia a prevalere in più della metà del film: quella di un mondo in cui gli anziani si sentono messi (e si mettono) da parte e quella di solitudini da vivere anche in coppia. L'incontro virtuale ridà vita a Pierre mettendo in difficoltà un sempre più irrisolto Alex che ha un feeling con Flora la quale, a sua volta, non ha ancora finito di elaborare un lutto. Quando il gioco degli scambi si realizza nella realtà non più virtuale il film imbocca la strada della commedia (con qualche punta di farsa come nella scena dei mugolii fuori campo di Pierre) ma ormai il mood è definito. Ciò grazie anche all'impeccabile scelta degli attori su cui emerge un Pierre Richard che gioca con la sua vera età con grande nonchalance e puntuale adesione (anche fisica) alla psicologia del personaggio.



GIO 14 - ORE 21.00
VEN 15 - ORE 18.30
SAB 16 - ORE 18.30 / 21.00
DOM 17 - ORE 16.00 / 18.30 / 21.00

VEN 22 - ORE 21.00
SAB 23 - ORE 18.30
DOM 24 - ORE 18.30
APPUNTAMENTO AL PARCO
Regia di Joel Hopkins.
Un film con Brendan Gleeson, Diane Keaton, James Norton, Simon Callow, Jason Watkins, Lesley Manville.
Genere Commedia Romantica - Gran Bretagna, 2017, durata 102 minuti.

Emily è una vedova americana che vive in una bella casa nel sobborgo londinese di Hampstead sommersa dai debiti che le ha lasciato in eredità il marito e ai quali non sa come fare fronte, visto che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, se non come dama della carità. Di fronte al suo appartamento c'è il parco di proprietà di un ospedale fatiscente che un'altra inquilina, sposata ad un avido imprenditore immobiliare, vuol fare abbattere per costruire sui terreni una serie di appartamenti di lusso. Peccato che in quel parco viva da anni un uomo misterioso, l'irlandese Donald, che si è costruito una baracca e provvede autonomamente alle proprie necessità di vita, dal cibo all'energia elettrica. Un giorno Emily vede Donald dalla finestra, e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa


Il regista inglese Joel Hopkins tenta di bissare il successo indie ottenuto qualche anno fa con Oggi è già domani, insolita commedia romantica che faceva incontrare l'americano Dustin Hoffman e l'inglese Emma Thompson, e ripropone una storia d'amore Usa-Gran Bretagna in età avanzata con una misura di grazia e una coppia di interpreti di ottimo livello: Diane Keaton nei panni di Emily e Brendan Gleeson in quelli di Donald.

E la scelta degli attori è senz'altro la mossa più riuscita del regista, soprattutto perché Diane Keaton con gli anni diventa sempre più raffinata e gradevole, e qui regala una tenerezza senza tempo alla sua fragile ma indomita protagonista dai capelli candidi.

La trama però è eccessivamente esile ed edulcorata, soprattutto se si considera che il vero tema del film è davvero importante: le difficoltà delle persone di fronte a un mercato immobiliare sempre più intento a lucrare sulle disgrazie del prossimo. Anche il tema conseguente (e di scottante attualità) dell'occupazione abusiva di suolo pubblico viene trattato con estrema superficialità: Hopkins arriva persino a fare riferimenti espliciti a Karl Marx, apparentemente nume tutelare di Donald, senza però andare mai a fondo sulla dimensione politica della storia che racconta, e preferendo dare spazio solo all'intrinseca piacevolezza dei suoi protagonisti e alla loro romantica alleanza.