CINEMA TEATRO FILO



VEN 26 OTT - ORE 21.00
SAB 27 OTT - ORE 21.00
DOM 27 OTT - ORE 21.00

XXXXX
CRIMES OF THE FUTURE
Regia di David Cronenberg.
Un film con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Welket Bungué.
Fantascienza, - USA, 2022, durata 147 minuti. 

L'artista Saul Tenser e la sua assistente Caprice eseguono performance di asportazione di nuovi organi di natura tumorale dal corpo dello stesso Tenser. Quando i due decidono di registrare il brevetto dei nuovi organi generati nel corpo dell'artista, il loro percorso incrocia quello di una setta dedita a mangiare plastica, già nel mirino delle forze dell'ordine dell'unità Nuovo Vizio.


Fondendo l'estetica dei suoi primi film e gli elementi psicanalitici dei suoi ultimi lavori, David Cronenberg realizza un film di fantascienza inconsueto, spiazzante, in cui l'estetica vintage si pone in secondo piano rispetto a un contenuto radicale.

Le protesi e i dispositivi tecnologici sembrano realizzati secondo una antica idea del futuro che caratterizzava gli anni Ottanta - le visioni aliene di H.R. Giger, ancor più che i primi film di Cronenberg - mentre la storia raccontata completa e canonizza il lavoro di eXistenZ e Crash, tra autocitazione e aggiornamento di una poetica alla contemporaneità.

Crimes of the Future invita a smarrirsi in un futuro remoto che è al contempo una verosimile prosecuzione del nostro presente. Un mondo grigio e quasi inabitabile, in cui la sovrastimolazione del corpo, sollecitato ed eccitato anche durante il sonno o durante il pasto, ha portato a un'esasperazione e nel contempo a un annullamento del piacere e del dolore. In questo panorama piatto e orizzontale il film stesso sceglie di non evolvere e di procedere in accordo con le musiche di Howard Shore, come un bordone mononota che dilata emozioni statiche.

L'intrigo noir, che vede Tenser alle prese con un'indagine su un omicidio e su una setta di plasticofagi, è il pretesto per esplorare una nuova dimensione della sensualità, che ha esteso la profanazione del corpo dall'esteriorità all'interiorità, rimpiazzando il sesso con la chirurgia. La fame di celebrità e l'adorazione per gli artisti è legata al senso che questi riescono ad attribuire ad attività che in realtà tutti sembrano praticare: Cronenberg insiste proprio su questo contrasto, in una possibile allegoria del rapporto tra arte e consumo di massa, incarnate dalle performance concettuali di Tenser da un lato e dai mangiatori di plastica dall'altro.




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MER 8 GIU - ORE 21.00

AMARCORD
Un film di Federico Fellini.
Commedia, durata 127 min. - Italia 1973.
Con Bruno Zanin, Pupella Maggio, Armando Brancia, Giuseppe Ianigro, Gianfilippo Carcano.

MIGLIOR FILM STRANIERO - PREMIO OSCAR 1975
MIGLIOR REGIA - NASTRI D'ARGENTO 1974
MIGLIOR SCENEGG.RA - NASTRI D'ARGENTO 1974
MIGLIOR SOGGETTO ORIGINALE - NASTRI D'ARGENTO 1974
MIGLIOR REGIA - DAVID DI DONATELLO 1974
MIGLIOR PRODUZIONE - DAVID DI DONATELLO 1974

Esattamente vent’anni dopo avere raccontato la storia di una fuga dalla provincia in I vitelloni, l’autore ritorna in quel piccolo mondo, ricostruendo gli ambienti della sua adolescenza a Cinecittà e a Ostia. La famiglia che vediamo rievocata nel film è quella dell’amico d’infanzia Titta Benzi e intorno a lui pullula un’umanità descritta con tinte sanguigne e linee grottesche (soprattutto i rappresentanti delle istituzioni, il clero e i gerarchi fascisti), con tenera sensualità (Gradisca) e un’ironia al tempo stesso affettuosa e graffiante. La vitalità delle figure che popolano il film (compresa l’emarginata ninfomane Volpina) cela una sotterranea, profonda malinconia. Il piccolo borgo romagnolo degli anni Trenta riassume una delle più penetranti immagini dell’Italia secondo Fellini: un piccolo mondo immaturo e conformista, succube di un regime becero e mistificatore, o tristemente impotente di fronte alle sue violenze.





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SPETTACOLO UNICO
MER 15 GIU - ORE 21.00

LO CHIAMAVANO TRINITÀ...
Regia di Enzo Barboni.
Un film con Steffen Zacharias, Bud Spencer, Terence Hill, Gisela Hahn, Farley Granger.
Western, - Italia, 1970, durata 117 minuti.

Restaurato nel 2020 da Cineteca di Bologna e Rocca delle Macie presso L’Immagine Ritrovata, con il contributo del MiC

È un film western? Un film comico? Un western comico? Non esattamente: è un film di Bud Spencer e Terence Hill, che fa genere a sé, anche se all'epoca non si poteva sapere. Meglio: il film che inventa Bud Spencer e Terence Hill come entità singola e indivisibile (poco conta che avessero già recitato assieme in altri tre film, di Giuseppe Colizzi). Dopo i due Trinità, entrambi ottimi, non sarà affatto un problema, per loro e per noi, uscire da questo West senza appigli col reale e spostarsi a piacimento nella giungla amazzonica, alle corse sulla dune buggy, per le strade di Miami con la divisa della polizia. Questo sia detto senza sminuire E.B. Clucher (alias Enzo Barboni), che arriva al primo Trinità con alle spalle un solo film diretto (con scarsa incisività) e una rispettabilissima carriera da direttore della fotografia. Pare che proprio sul set dell'ennesimo spaghetti western violento, paranoico e uguale ad altri cento, Barboni abbia avuto l'illuminazione di provare una via diversa. [...] Ad essere obiettivi, prima di Trinità non c'era stato nulla di simile.Il film che ha rilanciato il western italiano in un momento di stanca, dicono alcuni. Il film che lo ha affossato definitivamente, sostengono altri (compreso Sergio Leone). È un dilemma stimolante, che consegniamo agli storici. Trinità è un film che fa benissimo a meno di un contesto per essere capito e goduto. È un eterno ritorno all'infanzia, dove per stare bene ti bastano i piedi lerci, le battute svelte, le sfuriate che non portano a niente, due belle mormone bionde, una pignatta di fagioli e una vagonata di scazzottate acrobatiche. Facile. Anche se non è poi così facile avere un'infanzia felice. E non è affatto facile trovare un film che quella felicità è in grado di perpetuarla, una generazione dopo l'altra. (Andrea Meneghelli)







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SAB 28 MAG - ORE 21.00
DOM 29 MAG - ORE 18.00 / 21.00
VEN 3 GIU - ORE 21.00
SAB 4 GIU - ORE 21.00
DOM 5 GIU - ORE 18.00

NOSTALGIA
Regia di Mario Martone.
Un film con Pierfrancesco Favino, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva, Aurora Quattrocchi.
Drammatico, - Italia, 2022, 

Felice Lasco torna a Napoli, nel rione Sanità, dopo quarantacinque anni trascorsi fra Medio Oriente e Africa. La madre sta morendo e lui la accudisce fino all'ultimo con tardiva ma amorosa pazienza. Poi, invece di tornare al Cairo dove lo aspetta l'amata compagna, Felice sembra obbedire al richiamo delle radici e di un destino, e resta. Resta perché in attesa dell'incontro fatale con Oreste, noto ormai come delinquente incallito. Felice racconta a un medico dell'ospedale San Gennaro dei Poveri e a don Luigi Rega, prete combattivo e maieuta, la sua storia. Ha diciassette anni, fiero della sua Gilera e della sua amicizia con Oreste Spasiano, detto Malommo, compagno di sortite per i vicoli e di piccoli scippi. Poi, imprevedibile, il delitto di un usuraio. Oreste gli sfonda la testa. Felice è agghiacciato, non tradisce l'amico ma si chiude in un silenzio pieno di angoscia finché uno zio non lo porta con sé a Beirut, dove comincia una nuova vita. Ora, dopo tanto tempo, Felice si espone alla sofferta bellezza della sua città, alla disperazione e anche al formicolare di speranze che agitano il Rione Sanità, illuminato dal testardo operare di don Rega. Come da copione, però, Oreste attende Felice perché in realtà alla Sanità il Male lavora anche contro la Storia. E non c'è riscatto veramente possibile.





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VEN 10 GIU - ORE 21.00
SAB 11 GIU - ORE 21.00
DOM 12 GIU - ORE 18.00

ESTERNO NOTTE
SECONDA PARTE
Regia di Marco Bellocchio.
Una serie con Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi. Drammatico, - Italia, 2022, 

1978. L'Italia è dilaniata da una guerra civile. Da una parte le Brigate Rosse, la principale delle organizzazioni armate di estrema sinistra, e dall'altra lo Stato. Violenza di piazza, rapimenti, gambizzazioni, scontri a fuoco, attentati. Sta per insediarsi, per la prima volta in un paese occidentale un governo sostenuto dal Partito Comunista (PCI), in un'epocale alleanza con lo storico baluardo conservatore della Nazione, la Democrazia Cristiana (DC). Aldo Moro, il Presidente della DC, è il principale fautore di questo accordo, che segna un passo decisivo nel reciproco riconoscimento tra i due partiti più importanti d'Italia. Proprio nel giorno dell'insediamento del governo che con la sua abilità politica è riuscito a costruire, il 16 marzo 1978, sulla strada che lo porta in Parlamento, Aldo Moro viene rapito con un agguato che ne annienta l'intera scorta. È un attacco diretto al cuore dello Stato. La sua prigionia durerà cinquantacinque giorni, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati dei brigatisti: cinquantacinque giorni di speranza, paura, trattative, fallimenti, buone intenzioni e cattive azioni. Cinquantacinque giorni al termine dei quali il suo cadavere verrà abbandonato in un'automobile nel pieno centro di Roma, esattamente a metà strada tra la sede della DC e quella del PCI.






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IL GRANDE GATSBY
Regia di Baz Luhrmann.
Un film con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher. Drammatico, - Australia, USA, 2013, durata 142 minuti. 

LA VISIONE DEL FILM SARA' ACCOMPAGNATA DALLA DEGUSTAZIONE DI
CHAMPAGNE CUVEE NATURE, FLEURON E PINOT NOIR

Nella primavera del 1922, il giovane Nick Carraway si trasferisce a Long Island, in una villetta che confina con la villa delle meraviglie di Gatsby, un misterioso milionario che è solito organizzare feste memorabili e del quale si dice di tutto ma si sa molto poco. Cugino della bella e sofisticata Daisy Buchanan, moglie di un ex campione di polo, Nick viene a conoscenza del passato intercorso tra Daisy e Gatsby e si presta ad ospitare un incontro tra i due, a cinque anni di distanza. Travolto dal clima ruggente dell'età del jazz, da fiumi di alcol e dalla tragedia di un amore impossibile, Nick si scoprirà testimone, complice e disgustato, del tramonto del sogno americano.


MIGLIOR SCENOGR. - PREMIO OSCAR 2014
MIGLIORI COSTUMI - PREMIO OSCAR 2014


VERRIER ET FILS

Verrier et fils è una Maison a Etoges, a pochi km da Reims, nella Cote de Blancs.
È stata fondata nel 1860 producendo inizialmente vino fermo; solo nel 1929 Raymond Verrier, cui è dedicata la Cuvée Millésime, crea il marchio e nel 1936 vince la medaglia d’oro alla mostra dei vini di Champagne a Epernay.

La famiglia Verrier si occupa di tutte le fasi produttive, dalla cura delle vigne alla vendemmia fino alla vinificazione. Tutta la produzione ha la certificazione di Haute Valeur Environnementale: non utilizza pesticidi ed erbicidi nelle vigne per avere un impatto inquinante il più basso possibile.
La vendemmia è manuale e la pressatura lenta.

Le viti da cui si possono ricavare 60 000 bottiglie sono a Etoges e Epernay e sono Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay. La produzione annua è però di 30 000 bottiglie, dato che sono trasformati in champagne solo i mosti migliori.
Tutti i loro champagne hanno fermentazione malolattica, che permette di ottenere un gusto soffice ed equilibrato al palato.
La lavorazione è completamente manuale, dal remuage fino al degorgemant.


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VEN 13 NOV - ORE 21.00
SAB 14 NOV - ORE 21.00
DOM 15 NOV - ORE 18.00 / 21.00

ONLY THE ANIMALS
STORIE DI SPIRITI AMANTI
Regia di Dominik Moll.
Un film con Denis Ménochet, Laure Calamy, Damien Bonnard, Valeria Bruni Tedeschi.
Thriller, - Francia, Germania, 2019, durata 113 minuti.

Una donna scompare e un'intensa nevicata cancella le sue tracce. Cinque persone vengono individuate come possibli colpevoli. Ciascuna di loro nasconde un segreto ma la verità è lontana dal villaggio alpino dove è avvenuta la sparizione.


Only the animals - Storie di spiriti amanti, film diretto da Dominik Moll, racconta la storia di cinque persone, che vivono tra il sud della Francia e Abidjan, in Costa d'Avorio, e si ritrovano tutte coinvolte nella medesima situazione dopo la scomparsa inspiegabile di Evelyne Ducat (Valeria Bruni Tedeschi). A causa di una tempesta di neve notturna, l'auto della donna viene rinvenuta sulla strada per l'altopiano di Causse Méjean e la polizia non sa da dove iniziare a indagare, perché non hanno né piste né indizi. Il caso, però, vuole che cinque persone per svariati motivi - tra cui amori non corrisposti, relazioni disfunzionali, attrazioni fatali, scambi di identità e soprattutto segreti - siano direttamente collegabili a Evelyne.
Mentre si cerca di ricostruire ciò che è successo quella notte, vengono a galla cose mai dette e segreti svelati, che porteranno le forze dell'ordine a indagare lontano dall'innevato altopiano, là dove il sole batte forte, in Costa d'Avorio.

GUARDA LA FILOVISIONE





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MER 18 MAG - ORE 21.00

CARO DIARIO
Regia di Nanni Moretti.
Un film con Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Giulio Base.
Commedia, - Italia, 1993, durata 100 minuti. 

MIGLIOR REGIA - FESTIVAL DI CANNES 1994
MIGLIOR REGIA - NASTRI D'ARGENTO 1994
MIGLIOR FILM - DAVID DI DONATELLO 1994
MIGLIOR MUSICA - DAVID DI DONATELLO 1994

Diviso in tre capitoli autonomi e complementari (In vespa, Isole e Medici), Caro Diario rimane, a quasi trent'anni dalla sua prima uscita in sala, un sorprendente oggetto estraneo di un autore unico del nostro cinema. Per Nanni Moretti, “splendido quarantenne” , è un punto di svolta: dopo la crisi ideologica di Palombella rossa, il “leone di Monteverde” abbandona il suo alter ego Michele Apicella e porta sullo schermo se stesso, senza filtri, dalle gite in vespa nella Roma agostana deserta fino alla sua, reale, malattia. Un'autobiografia profondamente collettiva, dove le ossessioni personali del regista – il passato, le case, il ballo, i (cattivi) critici… – si fondono con quelle di un paese intero, incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire. Divertentissimo, colmo di indimenticabili tormentoni morettiani, ma capace anche di momenti di autentica commozione (la lunga scena del pellegrinaggio verso il luogo dove morì Pasolini). Premio per la regia al festival di Cannes 1994.


Quattro anni dopo Palombella rossa e tre dopo La cosa Nanni Moretti tornava sullo schermo (vincendo la Palma d'oro a Cannes per la miglior regia). Cinque anni dopo con Aprile sarebbe tornato a parlare direttamente di sé. Si sostanzia quindi la definitiva separazione da Michele Apicella che fino ad allora aveva consentito a Moretti di fingere di nascondersi dietro ad un personaggio che portava il cognome della madre, che variava di età e professione ad ogni film al quale poteva far esprimere pensieri suoi ma anche farlo agire in maniera difforme a quella per lui usuale. Ora comunque il diaframma è infranto ed è Giovanni Moretti nato a Brunico il 19 agosto del 1953 ad esporsi in prima persona. Lo fa misurandosi con tre forme narrative differenti la cui unitarietà è legata alla sua persona e al suo modo di rapportarsi con la realtà.




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