CINEMA TEATRO FILO



SPETTACOLO UNICO
MER 15 GIU - ORE 21.00

LO CHIAMAVANO TRINITÀ...
Regia di Enzo Barboni.
Un film con Steffen Zacharias, Bud Spencer, Terence Hill, Gisela Hahn, Farley Granger.
Western, - Italia, 1970, durata 117 minuti.

Restaurato nel 2020 da Cineteca di Bologna e Rocca delle Macie presso L’Immagine Ritrovata, con il contributo del MiC

È un film western? Un film comico? Un western comico? Non esattamente: è un film di Bud Spencer e Terence Hill, che fa genere a sé, anche se all'epoca non si poteva sapere. Meglio: il film che inventa Bud Spencer e Terence Hill come entità singola e indivisibile (poco conta che avessero già recitato assieme in altri tre film, di Giuseppe Colizzi). Dopo i due Trinità, entrambi ottimi, non sarà affatto un problema, per loro e per noi, uscire da questo West senza appigli col reale e spostarsi a piacimento nella giungla amazzonica, alle corse sulla dune buggy, per le strade di Miami con la divisa della polizia. Questo sia detto senza sminuire E.B. Clucher (alias Enzo Barboni), che arriva al primo Trinità con alle spalle un solo film diretto (con scarsa incisività) e una rispettabilissima carriera da direttore della fotografia. Pare che proprio sul set dell'ennesimo spaghetti western violento, paranoico e uguale ad altri cento, Barboni abbia avuto l'illuminazione di provare una via diversa. [...] Ad essere obiettivi, prima di Trinità non c'era stato nulla di simile.Il film che ha rilanciato il western italiano in un momento di stanca, dicono alcuni. Il film che lo ha affossato definitivamente, sostengono altri (compreso Sergio Leone). È un dilemma stimolante, che consegniamo agli storici. Trinità è un film che fa benissimo a meno di un contesto per essere capito e goduto. È un eterno ritorno all'infanzia, dove per stare bene ti bastano i piedi lerci, le battute svelte, le sfuriate che non portano a niente, due belle mormone bionde, una pignatta di fagioli e una vagonata di scazzottate acrobatiche. Facile. Anche se non è poi così facile avere un'infanzia felice. E non è affatto facile trovare un film che quella felicità è in grado di perpetuarla, una generazione dopo l'altra. (Andrea Meneghelli)



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SAB 28 MAG - ORE 21.00
DOM 29 MAG - ORE 18.00 / 21.00
VEN 3 GIU - ORE 21.00
SAB 4 GIU - ORE 21.00
DOM 5 GIU - ORE 18.00

NOSTALGIA
Regia di Mario Martone.
Un film con Pierfrancesco Favino, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva, Aurora Quattrocchi.
Drammatico, - Italia, 2022, 

Felice Lasco torna a Napoli, nel rione Sanità, dopo quarantacinque anni trascorsi fra Medio Oriente e Africa. La madre sta morendo e lui la accudisce fino all'ultimo con tardiva ma amorosa pazienza. Poi, invece di tornare al Cairo dove lo aspetta l'amata compagna, Felice sembra obbedire al richiamo delle radici e di un destino, e resta. Resta perché in attesa dell'incontro fatale con Oreste, noto ormai come delinquente incallito. Felice racconta a un medico dell'ospedale San Gennaro dei Poveri e a don Luigi Rega, prete combattivo e maieuta, la sua storia. Ha diciassette anni, fiero della sua Gilera e della sua amicizia con Oreste Spasiano, detto Malommo, compagno di sortite per i vicoli e di piccoli scippi. Poi, imprevedibile, il delitto di un usuraio. Oreste gli sfonda la testa. Felice è agghiacciato, non tradisce l'amico ma si chiude in un silenzio pieno di angoscia finché uno zio non lo porta con sé a Beirut, dove comincia una nuova vita. Ora, dopo tanto tempo, Felice si espone alla sofferta bellezza della sua città, alla disperazione e anche al formicolare di speranze che agitano il Rione Sanità, illuminato dal testardo operare di don Rega. Come da copione, però, Oreste attende Felice perché in realtà alla Sanità il Male lavora anche contro la Storia. E non c'è riscatto veramente possibile.





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VEN 20 MAG - ORE 21.00
SAB 21 MAG - ORE 21.00
DOM 22 MAG - ORE 18.00 - 21.00
MER 25 MAG - ORE 21.00

ESTERNO NOTTE
Regia di Marco Bellocchio.
Una serie con Fabrizio Gifuni, Margherita Buy, Toni Servillo, Fausto Russo Alesi, Gabriel Montesi. Drammatico, - Italia, 2022, 

1978. L'Italia è dilaniata da una guerra civile. Da una parte le Brigate Rosse, la principale delle organizzazioni armate di estrema sinistra, e dall'altra lo Stato. Violenza di piazza, rapimenti, gambizzazioni, scontri a fuoco, attentati. Sta per insediarsi, per la prima volta in un paese occidentale un governo sostenuto dal Partito Comunista (PCI), in un'epocale alleanza con lo storico baluardo conservatore della Nazione, la Democrazia Cristiana (DC). Aldo Moro, il Presidente della DC, è il principale fautore di questo accordo, che segna un passo decisivo nel reciproco riconoscimento tra i due partiti più importanti d'Italia. Proprio nel giorno dell'insediamento del governo che con la sua abilità politica è riuscito a costruire, il 16 marzo 1978, sulla strada che lo porta in Parlamento, Aldo Moro viene rapito con un agguato che ne annienta l'intera scorta. È un attacco diretto al cuore dello Stato. La sua prigionia durerà cinquantacinque giorni, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati dei brigatisti: cinquantacinque giorni di speranza, paura, trattative, fallimenti, buone intenzioni e cattive azioni. Cinquantacinque giorni al termine dei quali il suo cadavere verrà abbandonato in un'automobile nel pieno centro di Roma, esattamente a metà strada tra la sede della DC e quella del PCI.






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MER 1 GUGNO - ORE 21.00
SOLO 60 POSTI DISPONIBILI

IL GRANDE GATSBY
Regia di Baz Luhrmann.
Un film con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher. Drammatico, - Australia, USA, 2013, durata 142 minuti. 

LA VISIONE DEL FILM SARA' ACCOMPAGNATA DALLA DEGUSTAZIONE DI
CHAMPAGNE CUVEE NATURE, FLEURON E PINOT NOIR

Nella primavera del 1922, il giovane Nick Carraway si trasferisce a Long Island, in una villetta che confina con la villa delle meraviglie di Gatsby, un misterioso milionario che è solito organizzare feste memorabili e del quale si dice di tutto ma si sa molto poco. Cugino della bella e sofisticata Daisy Buchanan, moglie di un ex campione di polo, Nick viene a conoscenza del passato intercorso tra Daisy e Gatsby e si presta ad ospitare un incontro tra i due, a cinque anni di distanza. Travolto dal clima ruggente dell'età del jazz, da fiumi di alcol e dalla tragedia di un amore impossibile, Nick si scoprirà testimone, complice e disgustato, del tramonto del sogno americano.


MIGLIOR SCENOGR. - PREMIO OSCAR 2014
MIGLIORI COSTUMI - PREMIO OSCAR 2014


VERRIER ET FILS

Verrier et fils è una Maison a Etoges, a pochi km da Reims, nella Cote de Blancs.
È stata fondata nel 1860 producendo inizialmente vino fermo; solo nel 1929 Raymond Verrier, cui è dedicata la Cuvée Millésime, crea il marchio e nel 1936 vince la medaglia d’oro alla mostra dei vini di Champagne a Epernay.

La famiglia Verrier si occupa di tutte le fasi produttive, dalla cura delle vigne alla vendemmia fino alla vinificazione. Tutta la produzione ha la certificazione di Haute Valeur Environnementale: non utilizza pesticidi ed erbicidi nelle vigne per avere un impatto inquinante il più basso possibile.
La vendemmia è manuale e la pressatura lenta.

Le viti da cui si possono ricavare 60 000 bottiglie sono a Etoges e Epernay e sono Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay. La produzione annua è però di 30 000 bottiglie, dato che sono trasformati in champagne solo i mosti migliori.
Tutti i loro champagne hanno fermentazione malolattica, che permette di ottenere un gusto soffice ed equilibrato al palato.
La lavorazione è completamente manuale, dal remuage fino al degorgemant.


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VEN 13 NOV - ORE 21.00
SAB 14 NOV - ORE 21.00
DOM 15 NOV - ORE 18.00 / 21.00

ONLY THE ANIMALS
STORIE DI SPIRITI AMANTI
Regia di Dominik Moll.
Un film con Denis Ménochet, Laure Calamy, Damien Bonnard, Valeria Bruni Tedeschi.
Thriller, - Francia, Germania, 2019, durata 113 minuti.

Una donna scompare e un'intensa nevicata cancella le sue tracce. Cinque persone vengono individuate come possibli colpevoli. Ciascuna di loro nasconde un segreto ma la verità è lontana dal villaggio alpino dove è avvenuta la sparizione.


Only the animals - Storie di spiriti amanti, film diretto da Dominik Moll, racconta la storia di cinque persone, che vivono tra il sud della Francia e Abidjan, in Costa d'Avorio, e si ritrovano tutte coinvolte nella medesima situazione dopo la scomparsa inspiegabile di Evelyne Ducat (Valeria Bruni Tedeschi). A causa di una tempesta di neve notturna, l'auto della donna viene rinvenuta sulla strada per l'altopiano di Causse Méjean e la polizia non sa da dove iniziare a indagare, perché non hanno né piste né indizi. Il caso, però, vuole che cinque persone per svariati motivi - tra cui amori non corrisposti, relazioni disfunzionali, attrazioni fatali, scambi di identità e soprattutto segreti - siano direttamente collegabili a Evelyne.
Mentre si cerca di ricostruire ciò che è successo quella notte, vengono a galla cose mai dette e segreti svelati, che porteranno le forze dell'ordine a indagare lontano dall'innevato altopiano, là dove il sole batte forte, in Costa d'Avorio.

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MER 18 MAG - ORE 21.00

CARO DIARIO
Regia di Nanni Moretti.
Un film con Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Giulio Base.
Commedia, - Italia, 1993, durata 100 minuti. 

MIGLIOR REGIA - FESTIVAL DI CANNES 1994
MIGLIOR REGIA - NASTRI D'ARGENTO 1994
MIGLIOR FILM - DAVID DI DONATELLO 1994
MIGLIOR MUSICA - DAVID DI DONATELLO 1994

Diviso in tre capitoli autonomi e complementari (In vespa, Isole e Medici), Caro Diario rimane, a quasi trent'anni dalla sua prima uscita in sala, un sorprendente oggetto estraneo di un autore unico del nostro cinema. Per Nanni Moretti, “splendido quarantenne” , è un punto di svolta: dopo la crisi ideologica di Palombella rossa, il “leone di Monteverde” abbandona il suo alter ego Michele Apicella e porta sullo schermo se stesso, senza filtri, dalle gite in vespa nella Roma agostana deserta fino alla sua, reale, malattia. Un'autobiografia profondamente collettiva, dove le ossessioni personali del regista – il passato, le case, il ballo, i (cattivi) critici… – si fondono con quelle di un paese intero, incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire. Divertentissimo, colmo di indimenticabili tormentoni morettiani, ma capace anche di momenti di autentica commozione (la lunga scena del pellegrinaggio verso il luogo dove morì Pasolini). Premio per la regia al festival di Cannes 1994.


Quattro anni dopo Palombella rossa e tre dopo La cosa Nanni Moretti tornava sullo schermo (vincendo la Palma d'oro a Cannes per la miglior regia). Cinque anni dopo con Aprile sarebbe tornato a parlare direttamente di sé. Si sostanzia quindi la definitiva separazione da Michele Apicella che fino ad allora aveva consentito a Moretti di fingere di nascondersi dietro ad un personaggio che portava il cognome della madre, che variava di età e professione ad ogni film al quale poteva far esprimere pensieri suoi ma anche farlo agire in maniera difforme a quella per lui usuale. Ora comunque il diaframma è infranto ed è Giovanni Moretti nato a Brunico il 19 agosto del 1953 ad esporsi in prima persona. Lo fa misurandosi con tre forme narrative differenti la cui unitarietà è legata alla sua persona e al suo modo di rapportarsi con la realtà.




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VEN 6 MAG - ORE 21.00
SAB 7 MAG - ORE 21.00
DOM 8 MAG - ORE 18.00 / 21.00
MER 11 MAG - ORE 21.00

GLI STATI UNITI CONTRO BILLIE HOLIDAY

Regia di Lee Daniels.
Un film con Andra Day, Garrett Hedlund, Natasha Lyonne, Tyler James Williams, Tone Bell.
Biografico, - USA, 2021, durata 130 minuti. 

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAM.CO - GOLDEN GLOBES 2021

La vita intensa della cantante Billie Holiday. In particolare il film si concentra sulla decisione del dipartimento federale antidroga di mettere sotto accusa l'artista. Tra l'agente federale che la insegue e lei nascerà una tormentata storia d'amore.


Risale al 1937 la prima proposta di legge presentata al Senato statunitense che chiedeva l'abolizione del linciaggio degli afroamericani, e fu respinta. Lo ricorda una didascalia iniziale, una foto che mostra un gruppo di bianchi spettatori di un linciaggio, e un'altra didascalia che spiega che la cantante Bille Holiday divenne famosa anche per la sua canzone Strange Fruit (scritta da Abel Meeropol e registrata dalla Holiday nel 1939). Una visione di corpi straziati, pendenti dagli alberi, lasciati lì come preda di uccelli, al vento, al sole. La rappresentazione netta e inequivocabile degli effetti di cosa resta dopo un linciaggio.

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Con questo prologo, e la cornice di un'intervista di fine carriera accordata a un personaggio immaginario, la regia introduce lo spettatore al momento in cui Eleanora Fagan, nata a Philadelphia nel 1915 e più nota col nome di scena di Billie Holiday, ha già conquistato un ampio pubblico, senza differenze di classe né di colore, come al Café Society di New York, dove neri e bianchi siedono vicini. Lady Day è tenuta sotto stretta osservazione da Harry Anslinger (Garrett Hedlund), capo del Federal Bureau of Narcotics sotto cinque presidenti (da Hoover a Kennedy), che vede nella canzone, scritta da un comunista di origini russe, un potente invito alla rivolta. Cantarla le può costare il ritiro della licenza per esibirsi nel circuito dei jazzclub di New York. I tentativi di incastrarla per possesso di sostanze illegali la porteranno in carcere e proseguiranno fino alla stanza d'ospedale dove morirà.


Holiday è isolata, ingannata e sfruttata anche dalla sua gente, nonostante i tentativi di disintossicazione è dipendente, come il suo sparring partner Lester Young, da alcol, oppio, eroina. Anestetici ad un passato di abuso e abbandono che si riverbera nelle relazioni private e nei tre matrimoni: con Jimmy Monroe, Joe Guy, Louis McKay.

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VEN 29 APR - ORE 21.00
SAB 30 APR - ORE 21.00
DOM 1 MAG - ORE 18.00 / 21.00

TROMPERIE - L'INGANNO
Regia di Arnaud Desplechin.
Un film con Léa Seydoux, Emmanuelle Devos, Miglen Mirtchev, Denis Podalydès..
Drammatico, - Francia, 2021, durata 105 minuti.
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Philip, scrittore americano a Londra, dialoga con le donne della sua vita, in particolare con la sua amante, inglese, intelligente, colta e compromessa da un matrimonio a cui a soli trentacinque anni, si è già rassegnata. Da mesi abdica il talamo nuziale per fare l’amore, parlare e discutere (molto) solo con lei, nutrendo di parole il suo insaziabile appetito di scrittore. Amanti, spose, amiche rifugiate o terminali, studentesse bipolari, parlano tutte attraverso la voce di Philip, perfino in sogno. Nessun filo conduttore lega queste conversazioni se non l’eco lancinante delle ossessioni del suo autore, il sesso, l’adulterio, la fedeltà, l’antisemitismo, la letteratura. Feticista delle parole, Philip è in ascolto assoluto delle donne che lo circondano. 


Deception è un film fervente che crede fermamente nel potere della finzione, della letteratura e del cinema, di tenerci in vita. Senza creazione non c’è desiderio e viceversa.

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E tutto il desiderio arriva dal romanzo omonimo di Philip Roth che Arnaud Desplechin ha pensato di adattare per anni, senza trovare mai l’occasione e la maniera. Racconto ‘da camera’, il confinamento imposto diventa un’opportunità e trova la formula del suo processo alchemico, producendo un oggetto strano, un artificio che rimanda al teatro e dimora nello studio di Philip. L’essenziale dell’intrigo si svolge in quello spazio intimo, alcova sentimentale, gabinetto terapeutico e crogiolo di creazione in azione che vira l’adulterio in confessione e capitoli e avventura il film in un parco o a New York verso altri personaggi, altre donne, quelle che hanno contato nella vita di Philip.




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VEN 22 APR - ORE 21.00
SAB 23 APR - ORE 21.00
DOM 24 APR - ORE 18.00 / 21.00
LUN 25 APR - ORE 21.00

UN FIGLIO
Regia di Mehdi Barsaoui.
Un film con Sami Bouajila, Najla ben Abdallah, Youssef Khemiri, Slah Msadek, Mohamed Ali Ben Jemaa.
Drammatico, - Tunisia, Francia, Libano, Qatar, 2019, durata 96 minuti.

PREMIO ORIZZONTI MIGLIOR ATTORE - FESTIVAL DI VENEZIA 2019
MIGLIOR ATTORE - CESAR 2021
MIGLIOR ATTORE - LUMIERE AWARDS 2021

Estate 2011, Tatouine in Tunisia. Fares, Meriem e il figlio di undici anni Aziz fanno una gita con amici nel sud del Paese. Lungo la strada del ritorno il nucleo familiare si trova coinvolto in una sparatoria tra gruppi islamisti e l'esercito regolare. Aziz viene ferito gravemente al fegato e ricoverato d'urgenza. La diagnosi è infausta a meno che non si proceda in tempi sufficientemente rapidi al trapianto. A questo punto emerge un dato che rivela un segreto fino ad allora celato e la situazione si complica da una molteplicità di punti di vista. 


In una società in bilico tra una visione progressista dei rapporti interpersonali e un radicalismo estremista religioso la vita di un bambino viene messa in grave pericolo proprio a causa delle profonde contraddizioni che attraversano il Paese mediorientale in cui vive.

Mehdi M. Barsaoui si è formato al Dams di Bologna ed è stato anche montatore del documentario Era meglio domani che ha al centro una donna in lotta per riavere i suoi figli mentre intorno a lei la Rivoluzione dei gelsomini si fa sempre più presente. Giunto al suo primo lungometraggio di finzione mostra che il tema gli sta ancora a cuore e che, attorno a questo nucleo centrale, è interessato a sviluppare un più ampio contesto. Sin da subito ci ricorda che in quegli stessi giorni il regime di Mu' ammar Gheddafi era messo in discussione da una rivolta che stava progressivamente erodendo il suo potere seminando al contempo morte e distruzione.

Meriem e Fares sono consapevoli di quanto stia accadendo anche in Tunisia, hanno una buona collocazione in ambito sociale, lei è una dirigente e i loro amici fanno tutti parte dell'area progressista. Barsaoui ci mostra però come uno sconvolgimento come il pericolo di morte di un figlio possa mandare all'aria ogni certezza ed ogni convincimento.




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