FILM GALERY

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SPETTACOLO UNICO
VEN 27 GIU - ORE 18.00


BIGLIETT UNICO - 5,00 €
  SOCI ANTANI / FILODRAMMATICI 
  INGRESSO LIBERO  


ED WOOD
 | V.O. SOTT. ITA
Regia di Tim Burton.
Un film con Martin Landau, Patricia Arquette, Johnny Depp, Sarah Jessica Parker, Juliet Landau.
Commedia, Biografico - USA, 1994, durata 126 minuti.
.
Miglior attore non protagonista Martin Landau - Premio Oscar 1995
Miglior trucco - Premio Oscar 1995
Miglior attore non protagonista Martin Landau - Golden Globes 1995

Lo stralunato Ed Wood sa bene cosa significa preoccuparsi di quel che pensa la gente. Appassionato di abiti femminili, li indossa sin da bambino, affrontando sguardi perplessi, cercando di capirne il disturbo e di coglierne il senso, diverso tempo prima che la travolgente passione per il cinema colpisse il suo estro frettoloso. Per questo il giovane regista, attore e produttore della vivace Hollywood degli anni '50, talmente abituato ad essere guardato e giudicato, non ha paura di sottoporsi all'ennesimo esame del grande schermo. Per il suo esordio al cinema, Wood riesuma dalla bara del dimenticatoio Bela Lugosi, vecchia icona del cinema horror, acerrimo nemico del più amato Boris Karloff. Ha così inizio un travagliato iter produttivo caratterizzato da ispirazioni assurde, stima malriposta e tante delusioni, incapaci però di spegnere un entusiasmo solitario e testardo. 


(fonte - https://www.mymovies.it)








GIO 24 APR - ORE 21.00
VEN 25 APR - ORE 21.00
SAB 26 APR - ORE 21.00
DOM 27 APR - ORE 16.00 / 21.00

MER 1 MAG - ORE 18.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 27 APR - ORE 21.00 - 5 EURO  


QUEER
Regia di Luca Guadagnino.
Un film con Daniel Craig, Drew Starkey, Lesley Manville, Jason Schwartzman, Henry Zaga.
Drammatico, Biografico - Italia, USA, 2024, durata 135 minuti.
.

MIGLIOR FILM - National Board 2024
MIGLIORE ATTORE - National Board 2024

Nella Città del Messico dei primi anni cinquanta, l'americano William Lee vaga da un bar all'altro alla ricerca di uomini da portarsi a letto, nel frattempo facendo ampio uso di droghe e alcool. Nonostante un ristretto gruppo di conoscenze abituali, che comprendono il fidato amico Joe, Lee è alla ricerca di qualcosa che questi incontri occasionali non possono dargli. Un giorno però si imbatte per strada in Eugene, giovane e bello, forse gay, forse no. I due si imbarcano in una frequentazione che li porterà anche alla ricerca di una pianta, lo Yage, in grado di stimolare le abilità telepatiche. 


Nel mezzo degli anni venti, Luca Guadagnino è il più vivo tra i grandi autori del cinema italiano, e quello che maggiormente ha dimostrato un eclettismo tale da disorientare il suo pubblico.

(fonte - https://www.mymovies.it)







MER 29 GEN - ORE 21.00
GIO 30 GEN - ORE 21.00
- 
SAB 1 FEB - ORE 18.30 | 
 V.O. SOTT ITA 
SAB 1 FEB - ORE 21.00
DOM 2 FEB - ORE 16.00 / 21.00


BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50


A COMPLETE UNKNOWN
Regia di James Mangold.
Un film con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Monica Barbaro, Boyd Holbrook, P.J. Byrne.
Biografico, Drammatico, Musicale - USA, 2024
.

MIGLIORI FILM - NATIONAL BOARD 2024
 MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA - NATIONAL BOARD 2024
FILM DELL'ANNO - AFI AWARDS 2025

1961. Al capezzale di Woody Guthrie, cantante folk in fin di vita, si presenta un ragazzo del Minnesota, Robert Zimmerman, che si fa chiamare Bob Dylan. Woody e l'amico Pete Seeger lo ascoltano suonare e capiscono di avere a che fare con un talento raro. Dylan si fa strada rapidamente nella scena newyorchese del Greenwich Village e diviene un artista folk adorato per la sua capacità di unire una musicalità innata a temi di protesta che non fanno sconti al sistema. Si lega sentimentalmente a Sylvie Russo, ma la tradisce con Joan Baez, altro talento della scena folk. Fino al 1965, anno della svolta "elettrica", in cui Dylan suona con un gruppo rock e abbandona i testi impregnati di messaggi politici in favore di un lirismo surreale tra Rimbaud e Dylan Thomas. La comunità di Greenwich Village lo considera un traditore, ma il mondo è ormai ai suoi piedi. 


Chi vorresti essere? Tutto ciò che non vogliono che io sia". Attorno a questa frase già di culto ruota tutta l'operazione di A Complete Unknown, basato sul libro di Elijah Wald "Dylan Goes Electric!" e approvato in fase di sceneggiatura da Dylan stesso.

(fonte - https://www.mymovies.it)














MER 27 NOV - ORE 21.00
VEN 29 NOV - ORE 21.00
SAB 30 NOV - ORE 21.00
DOM 1 DIC - ORE 16.00 / 21.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 1 DIC - ORE 21.00 - 5 EURO  


LE DELUGE
GLI ULTIMI GIORNI DI MARIA ANTONIETTA

Regia di Gianluca Jodice.
Un film con Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Aurore Broutin, Hugo Dillon, Fabrizio Rongione.
Drammatico, Storico - Italia, Francia, 2024, durata 101 minuti
.

Luigi XVI e Maria Antonietta vengono condotti alla Tour du Temple dove verranno rinchiusi in attesa del processo che poi li condurrà alla morte. Lo scorrere dei giorni fa emergere i diversi atteggiamenti nei confronti di quanto sta accadendo evidenziando i caratteri di ognuno. L'attesa di una fine ineluttabile letta indagando su ruoli pubblici e psicologie individuali. A Luigi XV viene attribuita la frase "Dopo di me il diluvio". Questa sembra poter essere la chiave di lettura di un film coraggioso come quello di Gianluca Jodice. 


Il diluvio è la rivoluzione e ciò che essa causa negli atteggiamenti e nelle psicologie della coppia reale e di chi l'accompagna verso quella lama che, prima o poi, taglierà le loro teste. Jodice manifesta coraggio innanzitutto nell'andare a scavare in profondità nelle psicologie di due personaggi storici che appartengono alla cultura francese che sappiamo quanto sia gelosa del proprio patrimonio storico.

(fonte - https://www.mymovies.it)







MER 13 NOV - ORE 21.00
- RIPOSO -
VEN 15 NOV - ORE 21.00
SAB 16 NOV - ORE 21.00
DOM 17 NOV - ORE 16.00 / 21.00


BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 17 NOV - ORE 21.00 - 5 EURO  


BERLINGUER
LA GRANDE AMBIZIONE
Regia di Andrea Segre.
Un film con Elio Germano, Paolo Pierobon, Roberto Citran, Fabrizia Sacchi, Elena Radonicich.
Biografico, - Italia, 2024, durata 123 minuti.

Primi anni Settanta. Enrico Berlinguer assiste al tramonto dell'ideologia di Salvador Allende e delle speranze del popolo cileno, soffocate dal regime di Augusto Pinochet. Questo rafforza ulteriormente in lui la convinzione di trovare una via democratica al Socialismo in Italia, al netto delle ingerenze statunitensi. Non lo ferma nemmeno l'attentato di cui è vittima in Bulgaria: la sua idea è quella di "trasformare l'intera struttura economica e sociale" del Paese, ponendo fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo - in particolare quello dei datori di lavoro sui lavoratori. Il Partito Comunista Italiano del quale è segretario, anche grazie al suo carisma di leader, cresce in percentuale nei sondaggi e alle urne, ma Berlinguer sa di non poter accedere al governo se non attraverso un'alleanza fra le forze popolari antifasciste, ovvero quelle comuniste, socialiste e cattolico-progressiste, unite verso "un'orizzonte chiaro di stabilità". Ma l'idea del compromesso storico segnerà la fine dell'ascesa alla gestione della cosa pubblica del PCI e determinerà il tragico destino di Aldo Moro.


Non un semplice biopic ma un ritratto deciso di una "democrazia zoppa e bloccata".

(fonte - https://www.mymovies.it)












GIO 24 OTT - ORE 21.00
VEN 25 OTT - ORE 21.00
SAB 26 OTT - ORE 21.00
DOM 27 OTT - ORE 16.00 / 21.00


BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 27 OTT - ORE 21.00 - 5 EURO  

THE APPRENTICE
ALLE ORIGINI DI TRUMP
Regia di Ali Abbasi.
Un film con Sebastian Stan, Jeremy Strong, Maria Bakalova, Martin Donovan, Emily Mitchell (II).
Genere Biografico - USA, Danimarca, Irlanda, Canada, 2024, durata 120 minuti.

Donald Trump non ha ancora trent'anni ma è già divorato dal desiderio bruciante di diventare il re dell'immobiliare nella Grande Mela. In un club esclusivo, dove è riuscito ad infilarsi per conoscere gli uomini più in vista della città e cercare di capire come sono diventati miliardari, viene preso d'occhio da Roy Cohn, uno squalo di avvocato celebre per aver mandato alla sedia elettrica i Rosenberg ed essere stato uno dei fautori del maccartismo. Cohn vede nel giovane Trump un suo alter ego ancora da sviluppare, e Trump farà presso l'avvocato quell'apprendistato nell'"arte di fare affari" (che diventerà il titolo dell'autobiografia del 45esimo presidente degli Stati Uniti) basato su alcune regole fondamentali: attaccare sempre, negare tutto, e non ammettere mai una sconfitta. Col tempo il rapporto fra i due si ribalterà e l'allievo supererà il (cattivo) maestro in cinismo e mancanza di scrupoli. 


The Apprentice prende il nome dal titolo del reality show che vedeva Trump (e in Italia Flavio Briatore) selezionare i futuri top manager.

(fonte - https://www.mymovies.it)









SPETTACOLO UNICO
SAB 26 OTT - ORE 18.30

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50


IL MAESTRO CHE PROMISE IL MARE
Regia di Patricia Font.
Un film con Enric Auquer, Laia Costa, Luisa Gavasa, Ramón Agirre, Milo Taboada.
Biografico - Spagna, 2023, durata 105 minuti
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FILM IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO

Antoni Benaiges è un maestro delle scuole elementari di origini catalane a cui viene assegnata una pluriclasse a Bañuelos de Bureba (Burgos). I suoi metodi di insegnamento innovativi e il fatto di non nascondere il proprio ateismo gli alienano le simpatie del parroco e del sindaco ma non quelle degli alunni che lo sentono vicino alle loro speranze e ai loro sogni. Uno dei quali è quello di poter vedere il mare. 


(fonte - https://www.mymovies.it)








GIO 19 SET - ORE 21.00
VEN 20 SET - ORE 21.00

SAB 21 SET - ORE 21.00
DOM 22 SET - ORE 16.00

BIGLIETTI
  SOLO GIO 19 SET  
  BIGLIETTO UNICO 3,50 

INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50


MADAME CLICQUOT
Regia di Thomas Napper.
Un film con Haley Bennett, Tom Sturridge, Sam Riley, Leo Suter, Natasha O'Keeffe.
Genere Drammatico - USA, 2023.

Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot è una donna perdutamente innamorata di suo marito. Quando lui viene meno, si prenderà cura della sua vigna e resterà determinata a portare avanti la sua attività vinicola ad ogni costo.
Un film autobiografico insieme poetico e ribelle. È Widow Clicquot, il biopic sulla missione (im)possibile di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, passata alla storia come una delle pioniere dell'imprenditoria al femminile, nell'ambito del beverage e in particolare dello champagne.. 







GIO 29 AGO - ORE 21.00
VEN 30 AGO - ORE 21.00






FUGA IN NORMANDIA
Regia di Oliver Parker.
Un film con Michael Caine, Glenda Jackson, John Standing, Danielle Vitalis, Will Fletcher.
Genere Drammatico, Biografico, Guerra - Gran Bretagna, USA, 2023, durata 96 minuti.

Dover, 2014. Bernie Jordan ha quasi novant'anni e un grande sogno: quello di partecipare al 70esimo anniversario dello Sbarco in Normandia, l'evento storico cui l'uomo ha partecipato come giovane recluta in Marina il 6 giugno del 1944. Irene detta Rene, sua moglie da 70 anni, è malata e ricoverata in una casa di cura dove anche Bernie ha deciso di trasferirsi per non stare lontano da lei, anche se lui è ancora abbastanza autonomo e indipendente. Quando scopre di essere arrivato troppo tardi per prenotare il viaggio organizzato dai reduci di Dover intenzionati a partecipare alle celebrazioni del D-Day, Bernie decide di partire da solo, con il benestare di Rene che non avverte il personale della casa di cura affinché non impedisca al marito di realizzare il suo sogno. Durante il viaggio Bernie farà amicizia con un ex combattente della Royal Air Force, anche lui reduce dello Sbarco, ed entrambi si confronteranno con i fantasmi del loro passato militare. 


Un film struggente e commovente che parla di guerra e amore. Con Caine e Jackson, interpreti straordinari..





(fonte - https://www.mymovies.it)



MER 27 MAR - ORE 21.00
GIO 28 MAR - RIPOSO
VEN 29 MAR - ORE 21.00

SAB 30 MAR - ORE 16.00 / 21.00
DOM 31 MAR - ORE 21.00
LUN 1 APR - ORE 21.00


BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 31 MAR - ORE 21.00 - 5 EURO  


PRISCILLA
Regia di Sofia Coppola.
Un film con Cailee Spaeny, Jacob Elordi, Dagmara Dominczyk, Ari Cohen, Emily Mitchell (II).
Biografico - USA, Italia, 2023, durata 113 minuti..

COPPA VOLPI MIGLIORE INT. FEMMINILE - FESTIVAL DI VENEZIA 2023

Quando Priscilla Beaulieu conosce Elvis Presley ha quattordici anni e non è mai uscita con nessuno. Lui invece è la star del rock'n'roll, con il mondo e le donne ai suoi piedi, ma ha da poco perso la madre, ha nostalgia degli Stati Uniti e si domanda se quel mondo si ricorderà ancora di lui, una volta finito il servizio militare. Il re confessa la sua vulnerabilità alla bambina con i tacchi, le appoggia la testa sulla spalla, la richiama, la invita a Graceland, la sposa. Priscilla diventa la principessa di una fiaba, solo che in questa storia, la sua storia, non ha voce in capitolo. 


Il grande, e turbolento, amore tra Priscilla Beaulieu e Elvis Presley iniziato in una base dell'esercito tedesco e proseguita nella tenuta da sogno a Graceland. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, ha ottenuto 1 candidatura a People's Choice Awar, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, Al Box Office Usa Priscilla ha incassato 21 milioni di dollari.

(fonte - https://www.mymovies.it)








MER 13 MAR - ORE 21.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
SOCI ANTANI 5,00 EURO

OPPENHEIMER
Regia di Christopher Nolan.
Un film con Cillian Murphy, Robert Downey Jr., Matt Damon, Emily Blunt, Florence Pugh.
Biografico, Drammatico, Storico - USA, 2023, durata 180 minuti..

È il 1926, J. Robert Oppenheimer è un giovane studente di fisica presso l'università di Cambridge ed è così ossessionato dall'ascoltare la lezione del professore ospite Niels Bohr che, per ripicca verso l'insegnante che lo fa ritardare, arriva a un piccolissimo passo dal compiere un gesto irreparabile. È il 1954, Oppenheimer si sottopone a una serie di udienze private dove cerca di difendersi dalle accuse di comunismo, per conservare il proprio accesso allo sviluppo di progetti top secret. È il 1958, Lewis Strauss affronta un pubblico dibattimento per dimostrare la propria idoneità come Segretario del commercio di Eisenhower, ma in questa circostanza viene riesaminato il suo rapporto con Oppenheimer. In mezzo c'è naturalmente la cronaca dell'ascesa del protagonista, dai dipartimenti di fisica americana alla direzione del laboratorio di Los Alamos, dove darà vita alla prima bomba atomica.". 






(fonte - https://www.mymovies.it)






SAB 17 DIC - ORE 21.00
DOM 18 DIC - ORE 21.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50
  SOLO PER SOCI ANTANI  
  DOM 18 DIC - ORE 21.00 - 5 URO  


FINO ALL'ULTIMO RESPIRO
Regia di Susanna Nicchiarelli.
Un film con Margherita Mazzucco, Andrea Carpenzano, Mattia Napoli, Carlotta Natoli, Luigi Lo Cascio.
Biografico - Italia, Belgio, 2022, durata 106 minuti.
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1211. Chiara, ragazza di buona famiglia, decide di lasciare la casa del padre per seguire il percorso di Francesco d'Assisi, obbedendo alla regola di castità e di rinuncia ai beni materiali. Inizia così per lei una vita di preghiera, di servizio e di comunità, accanto a fratelli e sorelle, presso il monastero di San Damiano. A poco a poco Chiara emerge come una figura guida per le consorelle, opera miracoli senza nemmeno rendersene conto e raccoglie un seguito sempre crescente, che sfocerà nella creazione di un ordine sancito dal Papa. Ma non tutto sarà lineare e semplice, perché Chiara è una donna, e ad una donna molto di ciò che è consentito ad un uomo, ad esempio Francesco, è invece ostacolato. 






ULTIMO SPETTACOLO
DOM 27 NOV - ORE 18.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50


L'OMBRA DI CARAVAGGIO
Regia di Michele Placido.
Un film con Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Mario Molinari
Drammatico - Italia, 2022, durata 120 minuti.
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Napoli, 1609. Michelangelo Merisi, noto a tutti come Caravaggio, trova rifugio presso la famiglia Colonna in attesa della grazia papale che gli permetterebbe di sfuggire alla decapitazione come punizione esemplare per aver ucciso l'amico-rivale Ranuccio. Il pittore e scultore sostiene di essersi semplicemente difeso da un agguato, poiché durante la sua vita "da avanzo di galera", fatta di grandi bevute e di rapporti sessuali con "donne di malaffare" e ragazzi, le risse sono state all'ordine del giorno. Del resto la sua "vita spericolata" è riflessa nei suoi dipinti, in cui una prostituta può diventare la Vergine Maria e un senzatetto San Pietro capovolto sulla croce. Per questo la Chiesa gli mette alle calcagna una sorta di inquisitore che ha il compito di indagare sul suo passato e di mettersi in contatto con le persone a lui più vicine, quelle che malgrado tutto lo proteggono: in primis la marchesa Costanza Colonna e il nipote del Papa, Scipione Borghese. 


Michele Placido utilizza l'escamotage dell'indagine per ripercorrere gli episodi salienti della vita di Michelangelo Merisi e per mostrare il modo in cui gli incontri fatti dall'artista siano riflessi nella sua opera.

(fonte - https://www.mymovies.it)








MER 5 OTT - ORE 21.00
SAB 8 OTT - ORE 18.00
DOM 9 OTT - ORE 18.00

BIGLIETTI
INTERO 8,00 - OVER65 7,00 - STUDENTI 6,50


DANTE
Regia di Pupi Avati. Un film con Sergio Castellitto, Alessandro Sperduti, Enrico Lo Verso, Carlotta Gamba. Cast completo Genere Biografico, - Italia, 2022, durata 94 minuti.

1350. Dopo la morte di Dante, Boccaccio riceve il compito di consegnare alla figlia del sommo vate dieci fiorini d'oro come "risarcimento tardivo dell'ingiustizia patita". Giovanni, grande ammiratore del poeta defunto, accoglie l'incarico come un onore, mettendosi in viaggio per ripercorrere i luoghi che Dante ha attraversato nel corso del suo esilio. Durante il cammino ripercorrerà gli episodi salienti della vita del poeta, dall'incontro con Beatrice all'amicizia con Guido Cavalcanti, dalle guerre fra Bianchi e Neri all'ingresso in politica come priore fino all'"esilio infinito". Intessuti nella trama emergono i personaggi della Divina Commedia, da Paolo e Francesca al Conte Ugolino, sottoforma di racconti raccolti da Dante lungo il suo peregrinare. 


È quest'ultima una delle intuizioni migliori di Pupi Avati, che va contro la prevedibilità del mettere in scena gli episodi più memorabili della Comedia per farli rimanere pura poesia nelle parole di Dante, ricordando come l'immaginario di uno scrittore viene ispirato da ogni evento testimoniato o vissuto.


(fonte - https://www.mymovies.it)














VEN 6 MAG - ORE 21.00
SAB 7 MAG - ORE 21.00
DOM 8 MAG - ORE 18.00 / 21.00
MER 11 MAG - ORE 21.00

GLI STATI UNITI CONTRO BILLIE HOLIDAY

Regia di Lee Daniels.
Un film con Andra Day, Garrett Hedlund, Natasha Lyonne, Tyler James Williams, Tone Bell.
Biografico, - USA, 2021, durata 130 minuti. 

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAM.CO - GOLDEN GLOBES 2021

La vita intensa della cantante Billie Holiday. In particolare il film si concentra sulla decisione del dipartimento federale antidroga di mettere sotto accusa l'artista. Tra l'agente federale che la insegue e lei nascerà una tormentata storia d'amore.


Risale al 1937 la prima proposta di legge presentata al Senato statunitense che chiedeva l'abolizione del linciaggio degli afroamericani, e fu respinta. Lo ricorda una didascalia iniziale, una foto che mostra un gruppo di bianchi spettatori di un linciaggio, e un'altra didascalia che spiega che la cantante Bille Holiday divenne famosa anche per la sua canzone Strange Fruit (scritta da Abel Meeropol e registrata dalla Holiday nel 1939). Una visione di corpi straziati, pendenti dagli alberi, lasciati lì come preda di uccelli, al vento, al sole. La rappresentazione netta e inequivocabile degli effetti di cosa resta dopo un linciaggio.

GUARDA LA FILOVISIONE

Con questo prologo, e la cornice di un'intervista di fine carriera accordata a un personaggio immaginario, la regia introduce lo spettatore al momento in cui Eleanora Fagan, nata a Philadelphia nel 1915 e più nota col nome di scena di Billie Holiday, ha già conquistato un ampio pubblico, senza differenze di classe né di colore, come al Café Society di New York, dove neri e bianchi siedono vicini. Lady Day è tenuta sotto stretta osservazione da Harry Anslinger (Garrett Hedlund), capo del Federal Bureau of Narcotics sotto cinque presidenti (da Hoover a Kennedy), che vede nella canzone, scritta da un comunista di origini russe, un potente invito alla rivolta. Cantarla le può costare il ritiro della licenza per esibirsi nel circuito dei jazzclub di New York. I tentativi di incastrarla per possesso di sostanze illegali la porteranno in carcere e proseguiranno fino alla stanza d'ospedale dove morirà.


Holiday è isolata, ingannata e sfruttata anche dalla sua gente, nonostante i tentativi di disintossicazione è dipendente, come il suo sparring partner Lester Young, da alcol, oppio, eroina. Anestetici ad un passato di abuso e abbandono che si riverbera nelle relazioni private e nei tre matrimoni: con Jimmy Monroe, Joe Guy, Louis McKay.

(fonte - https://www.mymovies.it)







VEN 25 MAR - ORE 21.00
SAB 26 MAR - ORE 18.30 / 21.00
DOM 27 MAR - ORE 16.00 / 18.30 / 21.00
MER 30 MAR - ORE 21.00

SPENCER
Regia di Pablo Larraín.
Un film con Kristen Stewart, Michael Epp, Olga Hellsing, Richard Sammel, Jack Farthing.
Biografico, - USA, 2021, durata 111 minuti.

C'era una volta in un Paese non troppo lontano una principessa che non voleva essere regina. Diana Spencer era una principessa rosa che voleva vestire di rosso o magari di giallo, mangiare hamburger, guidare fino a Sandringham, sognare un regno migliore. Aveva baciato un rospo che sarebbe diventato un principe ingrato. C'era una volta una Vigilia di Natale e poi un castello freddo da gelare il sangue e la principessa che cacciava i draghi e volava via.




Ma non è la prima volta per lei sul grande schermo, la sua relazione turbolenta con il chirurgo Hasnat Khan era al centro del superfluo mélo di Oliver Hirschbiegel (Diana - La storia segreta di Lady D.). In Spencer come in The Crown c'è invece tutto quello che ci affascina in Diana. Il tic tac di un orologio che evoca un disastro imminente. Il 'matrimonio del secolo' era fatto della materia delle favole, il seguito lo conosciamo: adulteri, bulimia, autolesionismo, tentativo di suicidio.

Un incubo che nutre il mito secondo Larraín, che si concentra sul Natale del 1991, i tre giorni che convinsero Diana a mettere fine a undici anni di matrimonio combinato, mediatizzato, massacrato. Jackie, Neruda e Spencer non si somigliano ma condividono senz'altro l'arte di infiltrare la liturgia del biopic integrale e agiografico. Questa formula consiste soprattutto nell'interpretare una vita alla luce di un preciso momento storico (una settimana dopo l'assassinio di JFK per Jackie, la Vigilia di Natale del 1991 per Diana Spencer), nell'individuare un'istanza narrativa circostanziale (l'intervista per Jackie, la fuga per Neruda dopo un "J'accuse" al Senato nel 1948) e nella focalizzazione estrema sull'eroina o l'eroe. Come Natalie Portman prima di lei, Kristen Stewart è in tutti i piani. Come lei è in modalità mimetica.




(fonte - https://www.mymovies.it)







GIO 20 GEN - ORE 21.00
VEN 21 GEN - ORE 21.00
SAB 22 GEN - ORE 18.30/21.00
DOM 23 GEN - ORE 16.00/18.30/21.00
MER 26 GEN - ORE 21.00

ALINE - LA VOCE DELL'AMORE
Regia di Valérie Lemercier.
Un film con Valérie Lemercier, Sylvain Marcel, Danielle Fichaud, Roc LaFortune, Antoine Vézina.
Drammatico, - Canada, Francia, 2020, durata 128 minuti.

Da qualche parte in Québec alla fine degli anni Sessanta nasce Aline, quattordicesima figlia dei Dieu. Coniugi generosi e prolifici, Sylvette e Anglomard amano la musica che in casa regna sovrana come la voce d'oro di Aline. Ancora immatura ma già prodigiosa, incanta amici e parenti ai matrimoni e a qualsiasi altra cerimonia offra l'occasione di esibirla. Ma un giorno, uno dei tanti fratelli di Aline decide di fare sul serio spedendo una musicassetta al produttore musicale Guy-Claude Kamar. Esaltato e galvanizzato dalla sua voce, ne farà la cantante più grande del mondo.


C'è una sequenza nel film di Valérie Lemercier che riassume alla perfezione il suo concetto e il suo paradosso. Nell'ufficio di Guy-Claude Kamar, l'impresario musicale si rivolge alla futura star del pop chiamandola Céline, "Aline!", lo corregge prontamente la madre della giovane promessa. Il lapsus gioca con lo spettatore, invertendo nomi e identità.

L'ascesa folgorante e gli strass, la voce e la silhouette, tutto lascia pensare a un biopic su Céline Dion ma Aline ci ricorda che quello a cui stiamo assistendo è una rappresentazione, una biografia alternativa e immaginaria della diva québécoise. Poi il film rilancia qualche scena dopo con un altro segno di intesa: sulla cover di un disco la canzone "La voix du Bon Dieu" (traccia faro dell'album d'esordio della cantante canadese) è diventata "La voix du Bon Dion". Un modo esplicito per dire che un biopic è sempre la riscrittura di una storia e di una vita.

Valérie Lemercier utilizza abilmente e con molta fantasia i principali codici del genere: la somiglianza con la star, l'appropriazione del gesto scenico, il racconto cronologico (dall'infanzia alla gloria), la selezione del repertorio, i momenti memorabili della carriera (la vittoria all'Eurovision Song Contest e l'Oscar per "My Heart Will Go On"). Difficile distinguere il vero dal falso ma poco importa perché Aline è un grande film popolare che interroga un mito pop dispiegando una riflessione metafisica sul cinema e sull'eternità. Valérie Lemercier vola alta e sposta più avanti il genere, cortocircuitando la realtà e portando il 'numero da fantasista' a un punto di incandescenza.

Il film, ispirato a Céline Dion, genera un personaggio fittizio, fin dalla voce che è quella limpida e potente di Victoria Sio, per cogliere meglio la traiettoria del suo modello e della sua energia motrice. Aline ha di fatto una spinta che lo muove, è attraversato da una vitalità, da una passione per il suo soggetto, per i suoi personaggi e per i suoi attori, tutti quebecchesi (Danielle Fichaud, Sylvain Marcel, Roc Lafortune, Antoine Vézina e Pascale Desrochers) e formidabili. Al centro c'è il corpo flessibile e polivalente di Valérie Lemercier in risonanza profonda con la sincerità di Céline Dion, tanto nell'esercizio della sua arte quanto nella relazione coi media. Come se l'attrice-autrice avesse stretto un patto segreto con la star, un'intesa subliminale che le permette di esprimere emozioni intime dentro la dismisura dello show business.

E proprio lì, tra intimità e spettacolarizzazione, tra piccolo e grande, tra vita ordinaria e bigger than life, dimora il successo di questo film eccentrico che provoca fascinazione e vertigine. L'idea geniale (e decisamente singolare) è che l'attrice incarna Aline a tutte le età, imita l'originale ma è sempre identificabile. Grazie agli effetti speciali, mescola le frontiere tra artificio e corpo reale. Il volto di Valérie Lemercier, ringiovanito digitalmente, è innestato sul fisico di una bambina e poi di un'adolescente con risultati 'mostruosi' ma nel senso etimologico, ovvero che mostrano e attirano l'attenzione con un risultato superiore alla comune misura.

Prodigio all'opera, Aline provoca lo sguardo dello spettatore, invitandolo a superare lo choc iniziale e a imbarcarsi in un viaggio pop, una traversata epica come il Titanic. Ma Aline arriva in porto navigando euforico sulle acque insidiose del film biografico, della success story, del romance e della favola. La performance di Valérie Lemercier non ha niente a che vedere con gli abituali e svilenti travestimenti (e travisamenti) dei recenti biopic (Bohemian Rhapsody su tutti). L'attrice non ricalca, incalza ed è incalzata dal suo personaggio, flirtando col ridicolo ma restandone sempre al di qua, eludendo qualsiasi cliché a colpi di sincerità disarmante. Le hit familiari irrigano il film, mettono in luce i personaggi e illuminano il palcoscenico di Las Vegas come il talamo privato. Privato reinventato con garbo e tocco risolutamente vintage. In fusione d'amore col suo idolo, Valérie Lemercier firma una dichiarazione di ammirazione definitiva. "You're here in my heart and my heart will go on..."


(fonte - https://www.mymovies.it)


LO PUOI VEDERE
DAL 6 GIUGNO SU
18 REGALI
Regia di Francesco Amato.
Un film con Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Marco Messeri.
Biografico, Drammatico, - Italia, 2020, durata 115 minuti.

Elisa, incinta, fa un'ecografia di controllo: è una bambina, e sta bene. Ma a non stare bene è invece Elisa, che scopre di avere un tumore. Essendo una donna estremamente concreta - anche perché il marito Alessio lo è molto meno - Elisa si adopera per provvedere al futuro di quella figlia che forse non riuscirà a conoscere, arrivando al punto da preparare per lei 18 regali, uno per ogni compleanno, fino alla maggior età. Ma la figlia Anna accoglierà quei regali non tanto come un dono d'amore, quanto come una pesante eredità, o una sorta di macabro ricatto morale. Il giorno del suo 18esimo compleanno si sottrarrà al rito, andando incontro alla più incredibile delle sorti: trovarsi faccia a faccia con la madre scomparsa.


Ispirato alla vera storia di Elisa Girotto raccontata dal marito Alessio Vincenzotto, che ha anche collaborato alla sceneggiatura, 18 regali si inserisce nel sottogenere di film che raccontano una scomparsa prematura seguita da una testimonianza della persona defunta dilazionata nel tempo, da My Life - Questa mia vita a P.S. I Love You - Non è mai troppo tardi per dirlo.

Francesco Amato, regista e cosceneggiatore (con Massimo Gaudioso e Davide Lantieri) fa del suo meglio per evitare le trappole del pietismo e della lacrima gratuita, e la sua mano (più) leggera cerca strade meno convenzionali e soluzioni narrative meno manipolatrici.

Anche la svolta soprannaturale della vicenda, che vede Anna adulta confrontarsi con la propria madre incinta di lei, è gestita con un certo pudore, ma comporta molte implausibilità e alcune sviste logiche. Soprattutto manca, rispetto a quello che è un altro sottogenere (cui appartengono film come Peggy Sue si è sposata), il senso di vertigine che può provare un essere umano davanti alla versione giovanile dei membri della propria famiglia. Sono ben seminati invece alcuni elementi simbolici, come la propensione di Anna a tuffarsi all'indietro o lo scambio delle scarpe fra madre e figlia, parte di quel percorso di crescita che a Elisa e Anna è mancato.

Amato sceglie di imprimere alla sua storia il tono disincantato e iconoclasta dell'adolescente che ne è protagonista, e Benedetta Porcaroli entra bene in quell'atteggiamento strafottente, mentre Vittoria Puccini presta al ruolo di Elisa la sua immagine di persona precisa e rigorosa, risultando perfettamente credibile nei panni di una pianificatrice che, anche di fronte ad una malattia letale, continua imperterrita a stilare liste.

Ci sono sottolineature eccessive, come la musica spalmata ovunque, e un cambiamento troppo repentino in sceneggiatura fra la caratterizzazione iniziale della coppia Elisa-Alessio e quella che si sviluppa dopo la notizia della malattia. Ma 18 regali fa la scelta coraggiosa di raccontare un rapporto mamma-figlia in tutta la sua amorevole conflittualità, indipendentemente dalle condizioni entro cui si dipana. E pone una domanda davvero dolorosa: come si fa a tagliare il cordone ombelicale emotivo dalla propria madre quando si è a malapena fatto in tempo a tagliare quello fisico?


(fonte - https://www.mymovies.it)


SPETTACOLO UNICO
DOMENICA 15 DICEMBRE - ORE 21.00
BIGLIETTO UNICO 8 EURO
I DUE PAPI
Regia di Fernando Meirelles.
Un film con Jonathan Pryce, Anthony Hopkins, Juan Minujín, Sidney Cole (II), Thomas D Williams.
Biografico - USA, 2019, durata 125 minuti.


Tra il 2010 e il 2013, il Vaticano si trova al centro di scandali e polemiche. Da una parte il clamore degli abusi sessuali, che divampa soprattutto negli Stati Uniti, dall'altra la vicenda Vatileaks con la fuga di documenti riservati, in mezzo le tensioni nello IOR con l'introduzione di una nuova legge all'insegna della trasparenza voluta da Benedetto XVI ma avversata da forze interne al Vaticano. In questo quadro complicato, Benedetto XVI avverte in maniera sempre più decisa di non essere più in grado di governare. Nel mirino, tra le altre cose, della linea progressista, matura la sua rinuncia al soglio pontificio e la necessità di trovare un nuovo timoniere. Le condizioni di salute e lo stato di stanchezza fanno il resto. Alla fine del mondo intanto Jorge Mario Bergoglio prepara il suo viaggio a Roma per chiedere al Papa di poter lasciare il governo pastorale dell'arcidiocesi e tornare alla quotidianità del ministero. Ma le cose andranno altrimenti. La rinuncia al ruolo di Papa Benedetto XVI conduce all'elezione di Papa Francesco il 13 marzo 2013.




Ogni storia ha il suo eroe e il suo cattivo. Quando Fernando Meirelles (City of God, The Constant Gardener - La cospirazione, Blindness - Cecità) decide di girare un film sull'immaginario incontro tra Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio, il regista brasiliano non ha dubbi sulla distribuzione dei ruoli.

Salvo poi ricredersi in corso d'opera. Questa impressione dimora, evolve e rimane una delle note più interessanti di questa nuova produzione Netflix: il confronto appassionante tra Benedetto XVI, stretto conservatore, e Francesco, carismatico successore dalla fibra decisamente più sociale. Approvato evidentemente dal Vaticano, che ha fornito alcuni documenti d'archivio, I due Papi racconta la saga improbabile ma vera del pontificato abdicato di Benedetto XVI e la presa del potere di Francesco.

Film in transizione tra una carica e l'altra, prima di essere Francesco, l'uno, Papa emerito, l'altro, I due Papi si concentra su un delicato passaggio storico. I loro confronti teologici e personali nei giardini di Castel Gandolfo o sugli scanni marmorei della Cappella Sistina (ricostruita a Cinecittà) sono brillanti e operano progressivamente un cambiamento nei due protagonisti, ideologicamente opposti. La musica e il football sono gli espedienti (ri)creativi che permettono di ridurre la tensione e sormontare le differenze rilanciando la conversazione tra due figure pubbliche e spirituali che hanno una visione del mondo e della Chiesa radicalmente diversa.

O magari no, suggerisce il regista che 'abita' le città di Dio (favela) e dirige parabole morali sulla cecità spirituale. Meirelles 'immagina' una confessione che cede le armi e avvia un dialogo sulle grandi questioni contemporanee, senza forzare mai la mano.

L'unico accento è l'umanesimo di Francesco davanti ai migranti di cui nessuno sa che fare. Una serie di flashback in bianco e nero ritornano invece sulla giovinezza di Bergoglio, una stagione sfuocata della sua storia, e sul suo ruolo durante la dittatura militare degli anni Settanta. Nessuna immagine invece sul passato del suo confratello tedesco in seno alla gioventù hitleriana, tra reclutamento e diserzione. L'omissione, colmata più impropriamente con una dichiarazione di 'responsabilità' di Ratzinger intorno agli abusi sessuali di padre Marcial Maciel Degollado, sfuma nel silenzio, lasciando allo spettatore l'onere di riempire il vuoto e al film la lacuna incomprensibile.

Al di là di tutto quello che passa sotto silenzio, I due Papi è un film che funziona per la finezza dei dialoghi, sovente costellati di humour, e per le performance dei suoi attori. Se il maquillage crea una prodigiosa somiglianza, è l'arte di Anthony Hopkins e Jonathan Pryce ad aggiungere un tocco inusitato ai rispettivi personaggi. Hopkins interpreta con precisione emozionale un ruolo cerebrale, Pryce assume con empatia e semplicità la quota 'simpatia' della coppia. Scambi e repliche appartengono senz'altro al regno della finzione ma ugualmente aderiscono ai personaggi e suonano autentici. I dubbi di due uomini sul peso della loro missione e sulla loro capacità di svolgere un ruolo chiave in un contesto di cambiamento sociale e di rimessa in discussione delle posizioni della Chiesa, acquistano una nuova luce.

Girato in décor naturali e riscostruiti, perché il Vaticano non fa entrare nessuno tra le sue mura, il film gioca con gli spazi e coi brani musicali (dagli Abba a Mercedes Sosa, passando per la musica classica tedesca), dimostrando che la lezione sonora e inventiva di Paolo Sorrentino (The Young Pope) non è passata invano. Ma nello sguardo dell'autore brasiliano sedimenta pure la crisi di potere, collettiva e intima, di Habemus Papam. La forza drammatica di un Papa in preda al dubbio è appannaggio questa volta di Anthony Hopkins, che la statura di attore eccezionale predispone all''incarico' e a quella sua forma passiva e ultima di resistenza. Perché I due Papi non è (solo) un film sul Papa, i Papi, la Chiesa e la religione. È soprattutto un film di uomini e sulla difficoltà di essere uomini


(fonte - https://www.mymovies.it)

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