FILM GALERY

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VEN 26 AGO - ORE 21.00
SAB 27 AGO - ORE 21.00
DOM 27 AGO - ORE 21.00
CRIMES OF THE FUTURE
Regia di David Cronenberg.
Un film con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Welket Bungué.
Fantascienza, - USA, 2022, durata 147 minuti. 

L'artista Saul Tenser e la sua assistente Caprice eseguono performance di asportazione di nuovi organi di natura tumorale dal corpo dello stesso Tenser. Quando i due decidono di registrare il brevetto dei nuovi organi generati nel corpo dell'artista, il loro percorso incrocia quello di una setta dedita a mangiare plastica, già nel mirino delle forze dell'ordine dell'unità Nuovo Vizio.


Fondendo l'estetica dei suoi primi film e gli elementi psicanalitici dei suoi ultimi lavori, David Cronenberg realizza un film di fantascienza inconsueto, spiazzante, in cui l'estetica vintage si pone in secondo piano rispetto a un contenuto radicale.

Le protesi e i dispositivi tecnologici sembrano realizzati secondo una antica idea del futuro che caratterizzava gli anni Ottanta - le visioni aliene di H.R. Giger, ancor più che i primi film di Cronenberg - mentre la storia raccontata completa e canonizza il lavoro di eXistenZ e Crash, tra autocitazione e aggiornamento di una poetica alla contemporaneità.

Crimes of the Future invita a smarrirsi in un futuro remoto che è al contempo una verosimile prosecuzione del nostro presente. Un mondo grigio e quasi inabitabile, in cui la sovrastimolazione del corpo, sollecitato ed eccitato anche durante il sonno o durante il pasto, ha portato a un'esasperazione e nel contempo a un annullamento del piacere e del dolore. In questo panorama piatto e orizzontale il film stesso sceglie di non evolvere e di procedere in accordo con le musiche di Howard Shore, come un bordone mononota che dilata emozioni statiche.

L'intrigo noir, che vede Tenser alle prese con un'indagine su un omicidio e su una setta di plasticofagi, è il pretesto per esplorare una nuova dimensione della sensualità, che ha esteso la profanazione del corpo dall'esteriorità all'interiorità, rimpiazzando il sesso con la chirurgia. La fame di celebrità e l'adorazione per gli artisti è legata al senso che questi riescono ad attribuire ad attività che in realtà tutti sembrano praticare: Cronenberg insiste proprio su questo contrasto, in una possibile allegoria del rapporto tra arte e consumo di massa, incarnate dalle performance concettuali di Tenser da un lato e dai mangiatori di plastica dall'altro.




(fonte - https://www.mymovies.it)





Gio 15 ott - ore 21.00
Ven 16 ott - ore 21.00
Sab 17 ott - ore 18. 30/21.00
THE LOBSTER
Un film di Giorgos Lanthimos.
Fantascienza, durata 118 min. - Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Francia 2015.
Con Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen.

In un futuro prossimo e immaginario essere single oltre una certa età è vietato, pena l'arresto e la deportazione in un grande hotel nel quale si è obbligati a trovare l'anima gemella in 45 giorni di tempo, tra punizioni e questionari assurdi. Uomini d'affari, professionisti, donne in carriera e individui meno realizzati tutti insieme sono costretti a cercare un affiatamento possibile perchè se non dovessero trovarlo nel mese e mezzo a disposizione saranno trasformati in un animale a loro scelta.
Appena fuori dall'hotel c'è un bosco dove si trovano i ribelli, individui fuggiti dall'hotel che vivono liberi e single a cui non è concesso di stare con nessuno. Il protagonista passerà prima nel grande hotel senza trovare quell'amore obbligatorio che troverà in mezzo ai ribelli, là dove non è consentito.
Cosa succederebbe se potessimo andare in deroga ad alcune fondamentali regole sociali? Quante delle strutture, delle convenzioni e delle ipocrisie che il vivere in una società ci impone rimarrebbero tali e quanto invece potremmo sviluppare forme d'interazione nuove? Yorgos Lanthimos sembra chiederselo in ognuno dei suoi film e la risposta che si dà oscilla costantemente tra il pessimistico e il grottesco: non molto cambierebbe, nemmeno una revisione degli assunti di base può salvare l'uomo da se stesso.
La famiglia di Dogtooth che cresce i figli lontano da tutto e tutti, mentendogli costantemente per creare una bolla intorno a loro, come il nucleo di attori che impersonano i cari estinti dei loro clienti in Alps non sono troppo lontani da questi single che hanno passato i quarant'anni, sono soli e hanno effettivamente poco tempo davanti a sè per trovare qualcuno prima di regredire allo stato animale.
Dunque c'è di nuovo un mondo a parte, ai confini della società reale (che non vediamo praticamente mai), uno in cui le persone non si comportano più come ci aspetteremmo perchè qualcuno li ha costretti a privarsi di alcune nozioni fondamentali. In questa maniera The Lobster rende esplicito il dilemma di chi, nel mondo occidentale, ritrovandosi "scoppiato" oltre una certa età sente di avere poco tempo e ha la percezione di dover correre per rimettersi in pari con il modello imperante, con ciò che tutti gli altri si aspettano da lui.
Attraverso la struttura di un film di fantascienza (da una parte c'è una tirannia che impone ritmi di vita alienanti e punizioni esemplari, dall'altra un gruppo di ribelli che vive nei boschi) The Lobster racconta con una metafora a maglie larghissime la maniera in cui la ricerca di una persona con cui vivere oltre una certa età passi attraverso riti comuni, strutture predisposte ad hoc, incontri programmati e una serie di "regole" che danno la misura dell'affiatamento. I grotteschi interessi in comune che il protagonista condivide con quelle che, di volta in volta, possono essere sue possibili amanti, la scansione degli incontri, il rituale dell'accoppiamento grottesco e l'odio condiviso per chi sembra meno in grado di riuscire ad accoppiarsi, appaiono stavolta come una versione pompata e incattivita delle reali dinamiche sociali. Anche la violenza onnipresente, spietata, brutale e insensibile sembra una versione concreta di quella più sottile violenza psicologica operata dal condizionamento sociale.


ANTEPRIMA MONDIALE
Giovedì 3 settembre - ore 21.00
BIGLIETTO UNICO 6,00
THE VISIT - UN INCONTRO RAVVICINATO
Un film di Michael Madsen.
Documentario, durata 83 min. - Finlandia, Danimarca, Austria, Norvegia, Irlanda 2015.

“Questo film racconta un evento che non è mai avvenuto – il primo incontro dell’uomo con vita intelligente proveniente dallo spazio.”
La Terra potrà anche non aver mai ricevuto una visita degli alieni, ma, sin dall’invenzione della radio e della TV, gli esseri umani hanno inviato segnali verso lo spazio profondo, per annunciare ad altre civiltà il fatto che esistiamo; quindi, la domanda da porsi non è “cosa succederebbe se”, ma piuttosto “cosa succederà quando” questo incontro avverrà. Grazie al coinvolgimento senza precedenti di numerosi esperti e studiosi, dal Direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico agli esperti della NASA, a esponenti dell’ISU (International Space University), dagli esperti del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) a consulenti dell’esercito, il film costruisce uno scenario credibile sul momento del primo contatto, cominciando dalle domande più semplici che potremmo porre a un extra-terrestre: perché sei qui? Come ragioni? Cosa vedi nell’umanità che noi non siamo in grado di scorgere in noi stessi?

Tutte le implicazioni dell’evento si spandono in un orizzonte complesso in cui immagini e suoni di tutti i giorni diventano bizzarri e straordinari se visti attraverso gli occhi di una forma di vita che esplora il nostro pianeta per la prima volta. L’acclamato regista Michael Madsen accompagna gli spettatori in un viaggio oltre la loro prospettiva terrestre e verso l’ignoto, rivelando così le paure, le speranze e i rituali di una specie costretta non solo a confrontarsi con forme di vita aliena che potrebbero considerarla una minaccia, ma anche con la propria immagine di sé e con la più difficile delle domande: “Chi siamo noi?”.



GRAVITY
Un film di Alfonso Cuarón.
Fantascienza, durata 92 min. - USA, Gran Bretagna 2013.
Con Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen, Phaldut Sharma.

Gli astronauti Ryan Stone e Matt Kowalsky lavorano ad alcune riparazioni di una stazione orbitante nello spazio quando un'imprevedibile catena di eventi gli scaraventa contro una tempesta di detriti. L'impatto è devastante, distrugge la loro stazione e li lascia a vagare nello spazio nel disperato tentativo di sopravvivere e trovare una maniera per tornare sulla Terra.
Lo spazio non è più l'ultima frontiera, nel nuovo film di Cuaròn non c'è nulla da esplorare, si rimane a un passo dal nostro pianeta ma lo stesso la profondità spaziale continua a non essere troppo distante dalle lande desolate del cinema western, un luogo talmente straniante da confinare con il mistico, l'ultimo rimasto in cui esista ancora la concreta sensazione che tutto possa accadere, in cui si avverte la presenza dell'ignoto e quindi in grado di mettere alla prova l'essenza stessa dell'essere umani.


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