IN CARELLONE




VEN 1 DIC - ORE 21.00
SAB 2 DIC - ORE  21.00
DOM 3 DIC - ORE 16.00 / 18.30
RITORNO IN BORGOGNA
Regia di Cédric Klapisch.
Un film con Pio Marmaï, Ana Girardot, François Civil, jean-Marc Roulot, María Valverde.
Genere Commedia - Francia, 2017, durata 113 minuti.

Dieci anni fa Jean ha lasciato la famiglia, proprietaria di un grande vigneto a Meursault in Borgogna, per girare il mondo. A causa della malattia terminale del padre, decide di lasciare temporaneamente l'Australia, dove viveva con la moglie e il figlio, per tornare a casa e riunirsi con la sorella Juliette e il fratello Jérémie. Ma la morte del padre poco prima dell'inizio della vendemmia carica i fratelli di nuove responsabilità, tra le quali la necessità di raccogliere una grossa somma di denaro con la quale pagare le tasse di successione.


Cédric Klapisch torna ancora una volta a farci degustare i diversi sentori dei sentimenti o, meglio, di quei legami a cui fa riferimento il meno geografico e più diretto titolo originale. Lo fa appunto facendoci attraversare le varie fasi della vinificazione rapportandole a quelle del re-incontro del figliol prodigo con il fantasma del genitore e con la presenza di fratello e sorella minori.

Ancora una volta il cinema francese ci propone la campagna, i suoi spazi, i ritmi stagionali. In questo caso lasciando ampio spazio alla Natura, al paesaggio, a quei filari di viti così armoniosamente allineati mentre non lo sono altrettanto le vite dei tre fratelli. Jerémie deve confrontarsi quotidianamente con un suocero vignaiolo e dirigista e con una suocera gentilmente invadente. Julie, che ha la giusta sensibilità della vinificatrice, ha sempre dei maschi con cui fare i conti per cercare di convincerli delle sue buone ragioni. Poi c'è Jean che ha girato il mondo per fuggire da un padre che pensava non avesse alcuna considerazione per lui e che prende spunto dalla sua dipartita per sfuggire ancora una volta a un ruolo che è ora quello di compagno e padre a sua volta.

È un cinema classico quello di Klapisc ma proprio per questo riesce a innestare su un plot di base piuttosto convenzionale una serie di destabilizzazioni che vanno anche oltre i rapporti parentali e dicono di una contemporaneità in cui sono talvolta i più giovani a cercare, pur tra mille incertezze, di salvare ciò che c'è di positivo nella tradizione. Mentre chi ha più anni pensa alle spa e agli anticrittogamici da utilizzare a dismisura. Tutto ciò senza dimenticare un'attenzione tutta francese ai vitigni e alle procedure che affrontano il tempo a differenza di un'Australia in cui tutto, anche il vino, deve essere giovane.

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