IN CARTELLONE

Mar 8 dic - ore 16/18.30/21
Ven 11 dic - ore 21.00
Sab 12 dic - ore 18.30
Dom 13 dic - ore 21.00
Mar 15 dic - ore 21.00
LA FELICITÀ È UN SISTEMA COMPLESSO
Un film di Gianni Zanasi.
Commedia, durata 117 min. - Italia 2015.
Con Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini.

Enrico Giusti è il re delle cessioni. Intermediario per un'azienda che acquista società in crisi, avvicina i suoi clienti, quasi sempre vanesi e inconcludenti, ne guadagna la fiducia e ne 'risana' la vita, facendoli ripartire in Costa Rica o agli antipodi. Figlio di un padre imprenditore, che ha abbandonato la sua famiglia per il Canada in seguito a un fallimento finanziario, e fratello maggiore di Nicola, eterno studente che come il genitore si risolve nella fuga, Enrico ripara il trauma infantile assistendo e scampando aziende da gestioni disastrose. La morte tragica di una coppia di imprenditori trentini, che lasciano un figlio diciottenne e una figlia tredicenne orfani e 'al comando' dell'impresa familiare, e l'arrivo imprevisto della fidanzata israeliana, sedotta e abbandonata dal fratello, sconvolgeranno per sempre la sua vita. Una vita in passivo e in cerca di riscatto.
Eredità, tradizione, continuità, c'è tutto questo nella nuova commedia di Gianni Zanasi. La felicità è un sistema complesso cerca nuovi equilibri ma è nello squilibrio che trova il suo punto di forza e di attrazione, avvitandosi intorno al suo protagonista, che stima debiti e crediti di una vita. La sua vita trascorsa a subire l'eredità paterna e a compensarla attraverso un lavoro 'creativo' che si illude di combattere il sistema dall'interno ma è il sistema economico, forma sublimata della guerra dove i mercati si conquistano estromettendone altri, la concorrenza si schiaccia o si ricatta, ad assimilarlo fino a smorzarne desideri e intenzioni.
In guerra permanente, l'Enrico di Valerio Mastandrea conosce bene la sua posizione e la giustifica. Almeno fino a quando un incidente, un trasalimento del destino, non capovolge letteralmente l'inquadratura e radicalmente la sua vita. La variabile è incarnata da una giovane donna e due ragazzini che dimostreranno, ciascuno a suo modo, che non è sufficiente assumere su di sé il peso dell'eredità per farla davvero propria ma è sempre necessario, contro di essa, un gesto eccentrico. Perché il conflitto fra le generazioni è sano se produce differenza. Differenza liricamente riprodotta da quella 'torta di noi' che è ancora e non è più la torta della nonna. Impastata in cucina o cantata in un pub, la torta ideale di Enrico 'riconsidera' il senso della tradizione e della continuità rispetto alla sua provenienza ma allo stesso tempo rompe con il familismo.


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