IN CARTELLONE

VENERDÌ 26 GIUGNO - ORE 21.00
Ospite il regista

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A SEGUIRE IL FILM 

NERO (Soldi, 1992)
NESSUNO SIAMO PERFETTI
Un film di Giancarlo Soldi.
Documentario, durata 71 min. - Italia 2014.
Con Tiziano Sclavi, Dario Argento, Mauro Marcheselli, Thony, Bianca Pitzorno.

Tiziano Sclavi si racconta senza reticenze e viene 'raccontato' da chi ne ha scoperto il talento, da chi ha lavorato con lui e da chi ha amato la sua scrittura.
Se si scorre l'elenco di coloro che hanno accettato di partecipare con testimonianze o ricordi a questo documentario decisamente particolare si potrà percepire, ancor prima di vederlo, la complessità del ritratto che ne emerge. Perché se la struttura narrativa è semplice, in quanto alterna incontri con l'autore a interventi diversi, le innumerevoli sfaccettature della personalità di Sclavi la trasformano in un docu-fumetto in cui, come afferma lo stesso scrittore, si abbia voglia ad ogni pagina di proseguire con la successiva. Perché riuscire a far venire allo scoperto il lucido malessere di un autore che ha modificato profondamente lo stesso status del fumetto lasciando che sia egli stesso a dichiarare le proprie fobie, le avversioni, il vissuto infantile (con la madre che periodicamente gli bruciava i giornalini), l'alcolismo, non è impresa di poco conto.

Sclavi non fa outing, non passa dall'assoluta riservatezza alla messa in piazza dei propri fantasmi. Non sarebbe da lui, non gli verrebbe naturale. Compie un'operazione del tutto diversa, grazie forse anche alla fiducia che nutre nei confronti di Giancarlo Soldi. Scrive (non descrive) se stesso. Con sincerità ma anche con un pudore che gli si legge nello sguardo e che si fa tenerezza quando accarezza il suo cane. Quello che gli altri dicono di lui si trasforma in un tentativo di oggettivare (attraverso ricordi, aneddoti, considerazioni sulla sua personalità o apprezzamenti per la sua opera) ciò che si fa mistero svelato e che bene viene rappresentato dalla grafica che insiste su alcune immagini quasi che fossero proiezioni del suo inconscio.

Mentre si parla di lui e con lui, inevitabilmente ma anche volutamente, si finisce con il mettergli al fianco quel fratello che sua madre vedeva (anche se non esisteva) e con cui lo scambiava (come scrive in "Memorie dall'invisibile") e che Sclavi ha finito con il crearsi: Dylan Dog. Di lui si narrano i successi ma anche la fatica nel farlo continuare ad esistere (12 storie da scrivere ogni anno per diversi anni sono un tour de force difficile da immaginare, come sottolinea Dario Argento). Ciò che viene invece celato allo sguardo e al raccontarsi è l'origine di quella fede nuziale all'anulare della mano sinistra. Parla di una moglie di cui non si dice ma che nella vita di una personalità così 'non facile' deve avere avuto un ruolo non secondario. L'uomo che ha scritto così tante vicende amorose per il suo Dylan, la sua ha scelto di non raccontarcela.