IN CARTELLONE

IL NOME DEL FIGLIO
Un film di Francesca Archibugi.
Commedia, durata 94 min. - Italia 2015.
Con Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo.

Paolo Pontecorvo, agente immobiliare con la battuta pronta e il vizio della beffa, e Simona, aspirante scrittrice di periferia col vizio della gaffe, aspettano un bambino. In occasione di una cena, che raccoglie intorno al tavolo i futuri zii e la futura zia, Paolo comunica con enfasi e convinzione il nome scelto per il nascituro. La famiglia, composta da professori universitari, insegnanti e musicisti allineati a sinistra, non reagisce bene davanti a quel nome, un nome 'inquadrato' a destra e dentro un passato drammatico per la nazione. Dibattito e scambio di idee degenerano presto in una messa in discussione di valori, scelte e persone, che non mancano di offendere e ferire tutti, nessuno escluso. Ma qualche volta l'amore può fare miracoli e rimettere ordine nel caos degli affetti.
Ha ragione Francesco Piccolo, sceneggiatore del film con Francesca Archibugi, Il nome del figlio non è la versione italiana della commedia francese Cena tra amici. I due film, usciti in sala a distanza di tre anni, condividono soltanto il punto di partenza letterario, Le prénom, pièce teatrale di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte e trionfo teatrale a Parigi nella stagione 2010. Il nome di un bimbo in arrivo, annunciato durante una cena, è l'avvio e la bomba che esplode una dopo l'altra le maschere sociali dei commensali. A cambiare sono il salotto, convertito letteralmente e antropologicamente in italiano, e naturalmente il nome, ispirato dalla nostra letteratura e dalla nostra Storia. A confermarsi è un buon testo (drammaturgico) che rivela sommariamente il suo contesto.
Meno interessata ai cliché politici e lontana dal teatro filmato, Francesca Archibugi realizza una commedia 'orecchiabile', uno scavo nel passato (gli anni Settanta), con cui il film mantiene una relazione dialettica, per interrogarsi sul presente e provare a immaginare un futuro, 'generato' nell'epilogo. Se Cena tra amici è un divertissement abitato da bobo e bling-bling, ostentati e annullati dalle loro chiacchiere e da un inventario inesauribile di stereotipi, Il nome del figlio è un vaudeville sociologico, visto che la prosa è alternata da strofe cantate e conosciute, che si tuffa nel cuore dei suoi personaggi portando il film verso territori nuovi e riportandolo dentro i confini nazionali, dentro la nostra storia, le nostre vite cariche di preconcetti e pregiudizi.


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