IN CARTELLONE

THE GAMBLER
Un film di Ignas Jonyas.
Drammatico, durata 109 min. - Lituania, Lettonia 2013.
Con Vytautas Kaniusonis, Oona Mekas, Romuald Lavrynovic, Valerijus Jevsejevas, Lukas Keršys.

Vincentas è un paramedico, il migliore del Pronto Soccorso, quello che salva più pazienti, non perde il sangue freddo, tiene la situazione sotto controllo. Ma Vincentas è anche un giocatore pieno di debiti, uno scommettitore incallito, inseguito da creditori senza scrupoli. Due cose cambiano la sua vita, quasi contemporaneamente: la relazione sentimentale che inizia con la collega Leva e l'idea di scommettere sui pazienti dell'ospedale, sul grado di probabilità di un loro decesso. Un'idea macabra, quest'utima, che ottiene un successo immediato e crescente. Quando si mescolano la morte e l'amore, però, poi non è facile arginare le conseguenze.

Frutto di un primissimo accordo di coproduzione tra Lituania e Lettonia, The Gambler è un film che mescola critica sociale e sentimento, senza timore di portare l'insieme all'estremo, con il solo contrappeso di una fotografia livida, anche in piena luce, e di una recitazione fredda e controllata. La regia, nel mentre, alterna il registro realistico a sequenze più liriche, nelle quali le immagini si ripropongono con altri tempi, fuori controllo, come generate da quello stesso disagio dei personaggi che a livello verbale resta non detto.
Il protagonista è un uomo dal doppio volto, generoso e cinico, umanitario e individualista, emblema di una generazione cresciuta prigioniera del comunismo sovietico e improvvisamente costretta a fare i conti con le strozzature dell'economia di mercato, con l'assenza dell'intervento statale e l'avvento della logica del "chi fa da sé". L'intelligenza di Vincentas e la sua capacità organizzativa, poste al servizio di un gioco crudele e capitalista, danno vita ad una piramide di profitto e disumanizzazione che ben presto si autoalimenta e coinvolge ogni sfera della società, complici le tecnologia e i social (l'ironia del "Deadbook" non è male...). Ma quell'intelligenza ha anche un lato emotivo, che resiste, si ribella contro l'altra se stessa e, come melodramma vuole, gioca la sua ultima partita con la morte in persona, decidendo però la posta.


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